Il Natale a Caserta è una resistenza luminosa

Gianrenzo Orbassano 30/11/2025
Updated 2025/11/30 at 7:03 PM
4 Minuti per la lettura

A Caserta sta arrivando il Natale 2025. E anche quest’anno, l’associazione dei commercianti finanzierà un tratto importante del centro della città di Caserta. Un copione che si ripete da anni e che, secondo Lucio Sindaco, presidente di Confcommercio Caserta, racconta molto più della sola questione “luminarie”: fotografa lo stato di salute di un centro storico sempre più fragile, segnato da sfiducia, chiusure e scarsa capacità di programmazione.

Natale 2025 a Caserta: dove ci saranno le luminarie

Le luminarie saranno installate ancora una volta lungo corso Trieste, dal Monumento ai Caduti fino all’altezza della Reggia, nel week end dell’Immacolata. Replicando di fatto la mappa luminosa delle ultime edizioni. A queste si aggiungerà l’iniziativa autonoma dei commercianti di via Mazzini, che hanno scelto di organizzarsi da soli per illuminare la strada senza passare dall’associazione. Anche in Via Ferrante i commercianti si sono organizzati da soli, così come sono probabili una serie di iniziative a Via San Carlo. Confermato anche l’albero della Camera di Commercio in piazza Margherita.

«Saremo presenti solo su corso Trieste» chiarisce Sindaco. «E voglio precisarlo: non sono i commercianti a finanziare le luci, ma l’associazione. Purtroppo, salvo rare eccezioni, non riusciamo più a coinvolgerli in queste iniziative. Preferiamo accollarci i costi piuttosto di lasciare la città completamente al buio».

Il presidente racconta un settore stanco, segnato da anni difficili che hanno eroso l’entusiasmo e la partecipazione. «Da quando sono presidente – e il mio mandato è coinciso con la pandemia – vedo ogni anno meno attività, meno vitalità. Le adesioni calano non per sfiducia in Confcommercio, ma per sfiducia nella città. Caserta si sta spegnendo». Quest’anno, aggiunge, pesa anche la situazione del Comune: la città è commissariata e le priorità dell’ente sono altrove. «È comprensibile: stanno cercando di evitare il dissesto. Le luminarie, in questo contesto, non rientrano certo tra i temi urgenti».

Caserta, una città bloccata e poco attrattiva

Il risultato è una città dove la maggior parte delle strade resterà buia. «È un segnale chiaro del momento che stiamo attraversando. La questione delle luci è solo la parte visibile di un disagio molto più profondo».

Sindaco parla apertamente di desertificazione commerciale, in linea con quanto sottolineato nei giorni scorsi anche dal presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, che ha di fatto ammonito il governo nazionale. «Caserta, come molte altre città italiane, sta diventando un grande dormitorio: resistono i pubblici esercizi, ma i negozi stanno sparendo. E dove non ci sono negozi, non c’è vita sociale».

Le cause sono molteplici: dalla concorrenza dei centri commerciali e degli outlet, alla crescita degli acquisti online, fino alla cronica mancanza di parcheggi e alla scarsa accessibilità del centro. «Viviamo in una città che, pur non avendo un’affluenza enorme, risulta spesso bloccata e poco attrattiva. Il commercio non può reggere in queste condizioni».

Il presidente guarda anche a possibili soluzioni: «Servono interventi strutturali e serve un impegno condiviso: del Comune, quando tornerà operativo, ma anche del governo, con fondi destinati alla rigenerazione urbana e al rilancio del commercio. Ci auguriamo che arrivino i finanziamenti dei bandi dedicati, perché senza investimenti mirati non si può invertire la rotta».

In questo quadro, le luminarie non sono solo addobbi natalizi, ma il simbolo di una resistenza. «Ogni anno ci sforziamo di non lasciare la città completamente al buio. Ma il vero tema è evitare che Caserta resti al buio tutto l’anno».

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