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Il MANN presenta “19.34/ Quaranta anni dopo/La storia in presa diretta”

Mina Grasso 20/11/2020
Updated 2020/11/20 at 7:39 PM
5 Minuti per la lettura

In occasione del quarantennale del terremoto, che devastò la Campania con particolare violenza nelle aree dell’Avellinese, il MANN riscoprirà pagine indimenticabili della storia, partendo dall’archivio fotografico inedito della regista Antonietta De Lillo, che agli esordi di carriera è stata fotogiornalista per importanti quotidiani e settimanali.

La mostra “19.34/ Quaranta anni dopo/La storia in presa diretta. Fotografie di Antonietta De Lillo” sarà presentata in anteprima digitale, a partire da lunedì prossimo, 23 novembre sui canali Facebook ed Instagram dell’Istituto. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dopo il rinvio forzato per l’emergenza Covid, ospiterà la mostra “fisica” nel 2021, e l’allestimento sarà realizzato in alcune sale adiacenti alla bellissima sala della Meridiana.

I contenuti della presentazione saranno disponibili per dieci giorni sul sito di marechiarofilm srl, titolare dell’archivio che concederà le immagini inedite di Antonietta De Lillo.

Il MANN e la memoria è una delle direttrici principali della nostra ricerca. Ci è sembrato importante che il Museo di una città, intimamente connessa alla sua storia ‘archeologica’ e più in generale culturale e sociale, dedicasse una mostra ai 40 anni del terremoto del 1980″, commenta il Direttore del MANN, Paolo Giulierini.

Gli inediti scatti ‘in presa diretta’ di Antonietta De Lillo riportano immagini di “una terra abituata a tremare quella del Sud, dal terremoto del 62 d.C. che colpì proprio Pompei ed Ercolano, ai lavori di ristrutturazione mai ultimati, le cui testimonianze sono state ‘conservate’ dall’eruzione del 79 d.C.”. Per la mostra, sono stati raccolti ed esposti gli scatti in bianco e nero, realizzati dalla De Lillo all’indomani del terremoto a Sant’Angelo dei Lombardi, Laviano ed in altri centri dell’Irpinia.

Fil rouge della campagna virtuale sarà il claimIl MANN e la memoria”, che connette la programmazione di importanti attività culturali alla volontà di riscoprire luoghi e momenti topici della storia: in una drammatica fase di pandemia, che ha costretto a posticipare la mostra al 2021, ricordare una fase di crisi (e di successiva ricostruzione) assume un valore particolare.

Il 23 novembre si partirà al mattino con alcuni scatti dei danni subiti dal Museo con il sisma del 1980; le fotografie, provenienti dall’Archivio Fotografico del MANN, racconteranno le conseguenze del terremoto, che non ebbe effetti ancora più devastanti grazie al consolidamento dell’edificio, iniziato proprio nel 1975: tra i danni più consistenti, si annoverano quelli a 165 terrecotte, 122 vasi esposti e 195 nei depositi, includendo essenzialmente reperti corinzi, attici, apuli (Raccolta Cumana, Collezioni Spinelli, Santangelo e Vivenzio).

Sarà postato, sulla pagina Facebook del MANN, anche un mini-documentario, che sarà presente in mostra, in cui l’archeologo prof. Antonio De Simone ripercorrerà le emozioni del 24 novembre, quando un gruppo di esperti si ritrovò nell’Atrio del Museo per fare la stima dei danni causati dalla scossa della sera precedente.

Conclude il Direttore Giulierini: “Da questa storia nasce il grande impegno del MANN sugli studi per l’antisismica, insieme all’Università Federico II e in la rete con i musei della della California e del Giappone. Perchè le grandi crisi, ieri come oggi, devono indicarci la strada per un futuro migliore”.

In questa ottica, lavorando anche su di un terreno comune di cooperazione interistituzionale, e nel ricordo del quarantennale del terremoto, alle ore 13 del 23 novembre si terrà una condivisione congiunta di post con la Reggia di Caserta: il MANN proporrà alcune immagini del nuovo allestimento di Terrae Motus, mentre la Reggia, allo stesso orario, presenterà gli scatti dell’Archivio Fotografico del Museo.

Sensibilità, culto della storia e valore della memoria saranno il mood della giornata. E delle future collaborazioni tra i due Istituti.

di Mina Grasso

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