Il Coronavirus non uccide l’informazione

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Anche in questi tempi, in cui si fanno sempre più rigide le misure restrittive riguardo agli esercizi commerciali e le chiusure sono sempre più numerose, le edicole restano per i cittadini un punto di riferimento. Tra i beni di prima necessità che sfuggono ai decreti, infatti, c’è anche l’informazione, un diritto innegabile anche nei momenti più duri e un servizio che lo Stato ha il dovere di continuare ad offrire.

L’edicola in  foto è uno dei punti di distribuzione storici di Informare, il cui gestore ha deciso di non chiudere i battenti in questo periodo, lanciando un messaggio di speranza ai suoi clienti e a tutto il quartiere. È grazie a chi come lui sta lavorando per mandare avanti il settore che giornali come il nostro possono continuare ad arrivare alle case dei lettori, che mai come ora hanno la necessità di tenere gli occhi aperti sulla situazione in cui siamo immersi, in continuo divenire, e al contempo di cercare distrazioni nella lettura.

Anche al giorno d’oggi, con l’informazione digitale che sembra aver ormai preso il sopravvento su quella cartacea, chiudere le edicole sarebbe un pericoloso precedente per la libertà di stampa, che in nessun caso può essere negata. Se la rete infatti è costellata di fake news e notizie poco affidabili, nelle testate di fiducia il rischio è molto più limitato. Qualsiasi siano i futuri svolgimenti di questa pandemia, insomma, le edicole devono rimanere aperte.

di Marianna Donadio
Foto di Federica Lamagra

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