I voti: la riflessione della Prof.ssa Annamaria Rufino

Redazione Informare 28/06/2024
Updated 2024/06/29 at 5:02 PM
4 Minuti per la lettura

Detta così potrebbe far pensare ai voti vocazionali delle religiose e dei religiosi, che scelgono la vita monastica. Oppure, in tanti potrebbero pensare semplicemente alle pagelle, quelle degli studenti che, da poco, hanno concluso l’anno scolastico e a quelli che, fra poco, prenderanno la maturità.

Ma, come non pensare anche alle elezioni, a quelle europee, a quelle amministrative in Italia e a quelle che si sono svolte in tanti Paesi, più o meno contemporaneamente. Dunque, voti, voti, voti!

Ma che dicono questi voti? Volendo sintetizzare, si potrebbe dire che era giunto il momento di dare i voti a tutti, per verificare se era ipotizzabile un miglioramento futuro rispetto a qualcosa che non va. Purtroppo, non si tratta di “qualcosa”, ma di tanto. In fondo, anche quando si discute nei vari programmi d’opinione, dietro il fraseggiare comune, leggiamo, sempre, la richiesta di un voto, richiesta esplicita o no.

Insomma, non è più solo la richiesta di un’opinione, ma di voti, anche perché  troppe opinioni non fanno un voto. Troppe cose che non vanno, troppi soggetti che non “funzionano” nell’esercizio dei loro ruoli. Certo, di maturità raggiunta, in senso anagrafico, si potrebbe parlare a proposito dei due candidati in USA: come non si potrebbe parlare di esame di maturità per loro due?! Due candidati che hanno l’età più che esatta per considerarli “maturi”. Il primo confronto ne ha dato le prove.

Ma la maturità  per la quale dovremmo dare i voti, non è certo quella anagrafica, in quest’ultimo caso più che adeguata!!! Il vero problema è capire di che tipo di maturità i cittadini del mondo hanno bisogno e la cercano con l’auspicio che si risolvano i problemi. Di conseguenza, chi  più, chi meno, ipotizza di dare un voto, anche se in tanti si chiedono “dove” si debba votare.

Il dove rappresenta un problema, a fronte del disorientamento che spinge i cittadini a trovare una direzione e, magari, a individuare qualcuno a cui affidare la responsabilità del voto. Confusione, conflitti e corruzione affollano la nave dell’inconsistenza, dell’ignoranza e del malcostume, che emergono nelle istituzioni. Da qui la difficoltà di definire lo stesso corpo elettorale, che, in tutti i sensi, si tiene ben lontano senza farsi scorgere.

Chi, dunque, sarebbe legittimato a votare? Questa una considerazione paradossale nel nostro oggi storico. Un rimbalzo a cascata della irresponsabilità dei ruoli occupati e delle problematiche emerse dalle recenti convocazioni elettorali, che si sovrappone ai cittadini che non votano.

In tanti potrebbero chiamare in causa i giovani, su cui ricadono troppo spesso tante responsabilità, eppure la storia ci insegna che i giovani attendono un insegnamento, un esempio, direbbe Kant, da cui dedurre cosa fare una volta raggiunta la maturità. Figuriamoci, come votare a fronte di questa ignoranza e di questa confusione immatura che impera! Loro, i giovani, sì, si stanno avviando alla maturità, preparano lo zaino dove raccogliere le idee per costruire il futuro.

Le idee, questo un termine dal profilo ipotetico, se lo riconduciamo a quanti dichiarano, barando, di averne di idee. Altrettanto ipotetico, se cerchiamo le idee nella nave dell’inconsistenza, dove, parafrasando Proudhon, il furto di idee è prassi.

di Annamaria Rufino
docente di Sociologia giuridica della devianza e del mutamento sociale
Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *