I rifiuti ci stanno uccidendo: i cittadini gridano “basta!”

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Associazioni e cittadini uniti in una manifestazione contro gli scempi ambientali

Forse bisognava fare i conti con i pianti e con i lutti, tanti nel territorio campano e soprattutto nell’area nord di Napoli, con le disgrazie e le morti scaturite e dimostrate dal rapporto tra incidenza dei tumori e quantità di rifiuti presenti in Campania, prima di vedere un popolo unito lanciare appelli e grida all’unisono come “Basta!”, “Vogliamo respirare”, o ancora “Non vogliamo emigrare per poter respirare”.

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Forse per la prima volta dopo molto tempo (in 26 anni non ricordo di aver assistito o preso parte ad iniziative o manifestazioni così impetuose o di ingente presenza), un gran numero di associazioni (ambientaliste, sociali, culturali, cattoliche etc.) e cittadini provenienti da paesi che compongono l’area nord di Napoli e della provincia di Caserta, tra cui Giugliano, Qualiano, Villaricca, Mugnano, Parete, Aversa e Castel Volturno, hanno deciso di mobilitarsi e manifestare contro uno dei problemi che sta martoriando e distruggendo il nostro territorio: i crimini ambientali.

È successo domenica 26 settembre, grazie alle varie associazioni territoriali che, alcune settimane prima, attraverso il Comitato Kosmos, avevano indetto la “Mobilitazione generale per l’ambiente”, facendo appello alla disperazione e alla voglia dei cittadini di uscire da una situazione critica, che non fa altro che peggiorare giorno dopo giorno.

I roghi tossici, infatti, fanno ormai parte della routine quotidiana: se il lettore di quest’articolo provasse a navigare con una certa frequenza sui gruppi Facebook dei paesi dell’area nord di Napoli, si accorgerebbe ben presto della cadenza fissa di rifiuti bruciati ogni settimana.
Per non parlare dei miasmi, altro problema enorme assolutamente da risolvere, che da quasi due mesi costringe gli abitanti, inizialmente della frazione Borgo Riccio di Giugliano poi degli altri comuni limitrofi, a rinchiudersi nelle proprie abitazioni con finestre abbassate per l’intero arco della giornata, pur di non respirare la puzza e gli olezzi derivanti dai rifiuti. Pochi giorni dopo la mobilitazione, la Procura di Napoli Nord ha aperto un’indagine per cercare di scovare le fonti e capire la provenienza del mal odore, visto che i controlli delle Forze dell’Ordine e dell’Arpac non hanno riscontrato particolari malfunzionamenti in alcuni impianti della zona che trattano i rifiuti, come lo Stir di Giugliano.

Ma torniamo alla “Mobilitazione generale per l’ambiente”, il nome scelto dalle associazioni per la manifestazione. “Generale” è proprio l’aggettivo più calzante e adatto per descriverla, perché all’iniziativa hanno partecipato tutte le fasce d’età, nessuna esclusa. Adolescenti, adulti e anziani sono stati l’asse portante di quattro cortei, partiti rispettivamente da quattro punti diversi dell’area nord: Villa Comunale di Giugliano centro, Chiesa di San Matteo di Borgo Riccio (fascia costiera), Piazza Rosselli di Qualiano e Villa Comunale “Caduti sul lavoro” di Parete, per poi riunirsi al mercato ortofrutticolo di Giugliano.

«L’unione per una causa comune significa ribellarsi a chi vuole del male per i nostri territori, a chi non li ama abbastanza. Bisogna necessariamente unirsi per protestare contro gli scempi ambientali, perché così siamo più forti», ha detto un esponente di Polis, associazione giovanile di Giugliano. In effetti, l’unione dovrebbe fare la forza, quella che ha contraddistinto i partecipanti alla manifestazione e che dovrebbe lanciare l’allarme per un intervento da parte delle più alte istituzioni regionali e nazionali, dopo le difficoltà avute da quelle locali nell’affrontare le criticità ambientali.

«Per cambiare totalmente le cose c’è bisogno di fare tanto altro, manifestazioni ancora più forti e corpose per voltare completamente pagina. Il nostro grido è rivolto alle istituzioni locali, regionali e nazionali: sono loro gli unici che possono agire in questi casi», sottolinea Davide Basile, membro di Aria Nuova.

Alla manifestazione presenti anche i Fire Angels, associazione ambientalista di Castel Volturno da anni impegnata sul territorio contro i roghi tossici.
«Alle istituzioni chiediamo maggiori controlli e più forze in campo, oggi più che mai per la sensibilità mostrata nei confronti dell’ecosistema. Associazioni e comitati cittadini sono disposti a dare il loro contributo e il loro tempo per la salvaguardia dell’ambiente», dichiara Daniela Zuccaro, presidente dell’associazione, ribadendo le richieste dei manifestanti.

I vari comitati hanno stilato un documento con alcune proposte per contrastare i problemi ambientali, tra cui l’istituzione di nucleo interforze per monitorare gli impianti, la predisposizione di un censimento per ogni discarica incontrollata di rifiuti e la costituzione di un tavolo permanente per giungere all’annullamento della costruzione dell’impianto di Ponte Riccio per smaltire le ecoballe di Taverna del Re.

di Donato Di Stasio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°222 – OTTOBRE 2021

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