I festeggiamenti per il centenario di Michele Prisco

In occasione del centenario della nascita di Michele Prisco, sono partite le celebrazioni a Napoli per onorare lo scrittore vesuviano.

Per l’evento è stato istituito un comitato nazionale scelto con l’intervento del Centro Studi Michele Prisco. Esso si occuperà di approfondire gli aspetti meno conosciuti, non solo sulla sua figura di scrittore ma anche su quella di uomo. I festeggiamenti sono iniziati il 18 novembre con il convegno “Michele Prisco tra radici e memoria“, organizzato dall’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Per coloro che non sono riusciti a partecipare, non bisogna preoccuparsi. Difatti è possibile rivedere il convegno sulla piattaforma YouTube, dove l’Università ha caricato le quattro sessioni tenutesi.

Un altro appuntamento commemorativo si terrà a Milano nell’aprile 2021, città a cui lo scrittore era molto legato. Per tutte le informazioni c’è il sito del Centro Studi Michele Prisco.

Nel convegno l’intervento delle figlie dell’autore, professori e studiosi hanno riportato alla luce Prisco, valorizzando la sua figura di scrittore e giornalista e impostandola su una prospettiva letteraria classica. Con il giornalismo egli aveva un rapporto duplice e contraddittorio, ma che sicuramente costituì il punto di partenza per i suoi romanzi. Interessante è il “dramma della pagina bianca”, ossia quella sensazione di un tempo stringente e ansiogeno, soprattutto per chi quella pagina deve riempirla con un articolo. Non fu un autore singolare, bensì riuscì a diventare un ponte fra Napoli ed altri paesi. Egli come scrittore è riuscito a scovare in largo anticipo i mali che affiggono la nostra realtà oggi: la decadenza, l’apatia e la corruzione. Aspetti caratteristici della sua scrittura sono gli spazi esterni e gli interni domestici, essenziali per vedere come si sviluppa e adatta la lingua nelle descrizioni.

Il seminario ha toccato molti differenti argomenti, come la sua vittoria del Premio Strega del ’66 con “Una Spirale di Nebbia”, eccezionale su diversi aspetti ma che lascerà molti con l’amaro in bocca. Ancora, la sua vicinanza alla letteratura ottocentesca e in particolare a Verga a cui sembra quasi essere dedicato il romanzo “Sorella Gialla”, così simile a “Storia di una capinera”.

Prisco è stato un autore apprezzato sia dal pubblico che dalla critica che ne amò subito lo stile ricco e pastoso.

Egli ha avuto la fortuna di essere stato molto presente nel territorio napoletano, nel suo paese di origine, e la gente ha iniziato ad ammirarlo. Ciò che è importante, oltre a quel che è stato, è quel che sarà. Risulta necessaria un’azione di rilettura dei romanzi di Prisco, per conferirgli delle nuove interpretazioni, più moderne e più vive. Dopotutto, conserviamo un materiale di grande importanza nonché un grande esempio di come agisce il tempo. È lui che fa girare la storia, oscura e rischiara. Forse è arrivato il momento di riportare alla luce Michele Prisco in tutto il suo splendore.

di Iolanda Caserta

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