Hellsy ha colorato il Primo Maggio con l’arcobaleno

Claude Savarese 03/05/2024
Updated 2024/05/02 at 1:18 PM
4 Minuti per la lettura

Elisa Casaleggio, in arte Hellsy una rapper, attrice, podcaster e attivista genovese. È intervenuta prima del esibizioni degli Ex-Otago puntando i riflettori, durante la festa dei lavoratori,su una tematica estremamente delicata, la questione transgender inerente al mondo lavorativo.

Elisa e il suo messaggio

Elisa porta sul palco la sua esperienza prima del esibizione degli Ex-Otago: “Io con la mia pelle ho sempre avuto un pessimo rapporto, sono cresciuta in una società che non mi ha mai detto che potevo essere trans e, poi, quando ho scoperto che era possibile, mi ha fatta sentire sbagliata, a guarire e obbligata a obbedire a degli standard per essere accettata. Noi persone trans siamo state anche bambini trans che non hanno avuto gli strumenti per comprendersi né le parole per raccontarsi, se non quelle stigmatizzanti”. Il discorso di Elisa ha portato alla luce un problema estremamente discusso, quello delle persone transgender e il posto che ricoprono nella società di oggi.

Hellsy riporta all’attenzione la questione di Chloe Bianco, insegnante transgender sollevata dal suo incarico dopo il suo coming out. Purtroppo, in seguito a innumerevoli discriminazioni ed emarginazioni, si è tolta la vita dandosi fuoco. Il caso è stato archiviato dato che “non ci sono prove di istigazione al suicidio”. Hellsy si esprime sulla questione dicendo: “La nostra pelle, come quella di chiunque altro, ha un valore inestimabile e la nostra esistenza è rivoluzione. Qualunque pelle abiti, tu non tradirti mai”.

Le condizioni transgender nel mondo del lavoro

Purtroppo soprattutto in Italia essere una persona transgender è una grande limitazione per la propria crescita personale. Le donne trans sono particolarmente svantaggiate a causa di una serie di stigmi che si abbattono sulle loro vite, precludendo ogni strada che non sia quella della prostituzione. L’odio e discriminazione nei confronti degli individui transgender che si identificano nel genere femminile. Molte donne trans sperimentano discriminazione sotto forma di feticizzazione, legata alla forte sovrarappresentazione di donne trans nel porno. Serano parla di come la società consideri le donne trans per forza sessualizzate, come persone costrette a prostituirsi o come donne sessualmente promiscue.

Inoltre grandi difficoltà si esplicitano in sede di colloquio di lavoro, dove la persona transgender, che viene identificata come tale in ragione del suo aspetto fisico o di documenti di riconoscimento, non conformi alla sua identità, nella maggioranza dei casi vede respinta la sua candidatura. Quest’ultima modalità causa tassi di disoccupazione più elevati nella popolazione transgender rispetto alla popolazione media. La seconda modalità discriminatoria è legata al costrutto della visibilità, quella transgender è infatti una condizione che non può prescindere dal rendersi pubblica. Tale visibilità ha sempre un’immediata ricaduta su tutti gli aspetti della vita affettiva, familiare ed anche lavorativa, ponendo nell’immediato le persone interessate a rischio di discriminazione. Con il coming out la persona può subire mobbing verticale, da parte quindi di management e datori di lavoro, o orizzontale, da parte di colleghi e pari o, in casi estremi, rischiare il licenziamento. Inoltre ci sono quelle categorie di persone trans che sono totalmente invisibili per l’ opinione pubblica come ad esempio le persone non binarie.

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