Gli effetti della pandemia sui bambini

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La pandemia, dichiarata dall’OMS il 10 marzo 2020, oggi sta causando sempre più problemi di tipo sociale e relazionale non solo sugli adulti, ma anche sui bambini. Quest’ultimi, infatti, si sono ritrovati a dover restare chiusi in casa per diversi mesi durante la prima fase del contagio ed hanno subìto grandi restrizioni anche nella più permissiva “fase 2”.

Dallo studio di monitoraggio condotto per il Ministero della Salute dal “Gaslini”, l’ospedale pediatrico di Genova, sono emerse importanti problematiche sorte nella popolazione pediatrica a causa della pandemia.

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Di seguito il link: http://www.gaslini.org/wp-content/uploads/2020/06/Indagine-Irccs-Gaslini.pdf.

Il monitoraggio è stato effettuato in via telematica tramite un questionario caricato sulla piattaforma “Google Form” in forma anonima e gratuita, distribuito in tutto il Paese a circa tre settimane dalla prima riapertura del 2020. Ne è emerso, che per i bambini sotto i 6 anni di età, i disturbi più frequentemente registrati sono: l’aumento dell’irritabilità, i disturbi del sonno (paura del buio, interruzione del sonno, difficoltà ad addormentarsi) e i disturbi d’ansia (paura e ansia da separazione). Sono stati notati, inoltre, rilevanti sintomi di regressione per il 65% dei bambini di questa fascia di età. Per i giovani con più di 6 anni è presente, invece, una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza ad andare a letto sempre più tardi rispetto all’orario abituale. È stato messo in luce anche che il livello di gravità dei comportamenti disfunzionali degli adolescenti è associato al grado di malessere dei propri genitori; anche per questa fascia di età vi sono sintomi di regressione per il 71% delle persone.

Dati veramente preoccupanti supportati dal rapporto “Riscriviamo il futuro. L’impatto del Coronavirus sulla povertà educativa” redatto dall’associazione “Save The Children” che ci ha messi in guardia circa gli effetti devastanti del Covid-19 sull’istruzione dei più piccoli, raccogliendo le voci di genitori e bambini. Si stima, dunque, che il 60% dei genitori ritengono che il proprio figlio debba ricevere un supporto quando tornerà a scuola a causa della perdita della capacità di apprendimento. A causa dell’isolamento durato mesi, circa il 20% del totale dei bambini sostiene di avere difficoltà a fare i compiti, mentre diviene il 22% nei casi di ambienti con deprivazioni socio-economiche.

Per i ragazzi tra gli 8 e11 anni, quasi 1 su 10 non fa mai lezione o la fa meno di una volta alla settimana. I dati migliorano, invece, per le fasce di età tra i 12-14 anni e 15-17 anni, a testimonianza di quanto la pandemia stia colpendo soprattutto i più piccoli.

La stessa associazione ha avviato la campagna “Riscriviamo il Futuro” allo scopo di offrire educazione e socialità alle famiglie che vivono nei contesti più difficili. Sul sito di “Save The Children”, infatti, sono presenti informazioni dettagliate sulla campagna avviata (www.savethechildren.it/riscriviamoilfuturo).

La direttrice generale di “Save The Children”, Daniela Fatarella, ha così dichiarato:

“Non possiamo permettere che l’epidemia di COVID-19 in pochi mesi tolga ai bambini e agli adolescenti in Italia opportunità di crescita e sviluppo. Dobbiamo agire subito per non privarli del loro futuro. L’educazione, formale e non, rappresenta per i nostri bambini l’ancora di salvezza per avere opportunità nel presente, ma soprattutto per garantire la libertà di scegliere il proprio futuro, specie nei contesti più svantaggiati”.

Non possono essere, quindi, trascurati gli effetti devastanti che il Covid sta apportando alle fasce più deboli, soprattutto quelle in età scolastica, che ne stanno maggiormente risentendo a causa delle notevoli restrizioni.

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