Accanto ai biscotti al burro e Hans Christian Handersen, simbolo per eccellenza della Danimarca è la famosa Sirenetta, a Copenaghen.
Situata all’ingresso del porto di Copenaghen, raffigura la protagonista dell’omonima e celebra fiaba di Hans Christian Andersen. Fu commissionata nel 1909 da Carl Jacobsen e realizzata dallo scultore Edvard Eriksen. Fu mostrata per la prima volta al pubblico nel 1913, consacrandosi come il monumento per eccellenza della città danese.
Certo la sua storia non è mai stata tranquilla, anzi. Negli anni ’60, esponenti del movimento filosofico e socialista dell’Internazionale Situazionista, ebbero l’idea di decapitare la povera sirenetta la cui testa non fu mai più ritrovata (e dunque sostituita). Venti anni dopo toccò al braccio, ed ancora si punta alla testa. Prima un tentativo di tagliarla via, e poi ancora sottratta (e riconsegnata).
Insomma, una storia decisamente travagliata quella della Sirenetta che, ancora oggi, sembra essere oggetto di atti vandalici.
La bandiera russa colora La Sirenetta di Copenaghen
Ennesimo atto vandalico, ennesima provocazione. La scorsa notte sono comparse tre strisce orizzontali, simbolo della bandiera russa bianca, blu e rossa alla base della scultura.
I motivi alla base di questo atto sembrano un chiaro richiamo a sostegno della Russia nella sua guerra contro l’Ucraina anche se il capo della polizia a Ritzau ha dichiarato: «Ovviamente stiamo avviando un’indagine per scoprire chi è stato, quando e come è successo, stiamo indagando».
Le squadre locali si sono subito attivate per ripulire la statua e riportare l’ordine.
Al di là di quella che può essere una discutibile presa di posizione, ciò che più ha indispettito le autorità è sicuramente la scelta di compiere un ennesimo atto vandalico sul simbolo della città.
Imbrattare un monumento tanto importante non rappresenta alcuna manifestazione di una pseudo libertà di pensiero, quanto una sonora dimostrazione del poco rispetto nei confronti dell’arte e di simboli della storia di un Paese.



















