Prampram 27 agosto 2018 di Giovanni Carbone 

In Italiano e inglese per Informare 

Ebenezer ha circa 22 anni. Ha perso i suoi genitori già da tempo. Come vive? Dio solo lo sa! Per qualche breve periodo il giovane ha fatto uso di erbe. A seguito di vari disturbi di salute, pare, abbia smesso di fumare.

Da quando lo conosco, ovvero da quando risiedo qui in Prampram, più volte io sono intervenuto per assicurare a Ebenezer un “futuro”: una parola qui in Prampram poco conosciuta. Qui si vive alla giornata! Domani chissà! Lo avviai a scuola per renderlo meno succube della sua condizione di vita.

Cecilia, madre di tre figli, ne perse uno ancora imberbe. Allora Ebenezer viveva in strada e dormiva dove gli capitava. Cecilia sapeva; si adoperò, perciò, per dargli un ricovero e l’affetto materno. Cecilia – mi confessava – sembrava di aver ritrovato il figlio, anche se Ebenezer aveva bisogno di un’assistenza particolare e di tanto polso. Con Cecilia m’intesi bene: le davo un assegno mensile sufficiente per scolarizzarlo e prestargli una minima attenzione familiare e specialistica. L’intervento durò poco. Ebenezer, oramai spirito oltremodo libero, non amava seguire un ordine sia scolastico che familiare. Di tanto in tanto evadeva la scuola e di tanto in tanto preferiva dormire all’aperto.

Cecilia, vedova, con tanti suoi problemi, inclusi quelli economici, di fronte a un apparente inutile spreco di energie e ad un eventuale insuccesso, a malincuore minacciava di abbandonare al suo triste destino Ebenezer, che pure dava qualche segno di miglioramento. Per questi giovani occorre tanta pazienza, tempo e, soprattutto, un ambiente a loro favorevole. Ad intervalli sempre più lunghi Ebenezer ricompariva per riprendere scuola e vita familiare. Gli veniva concesso fino a sua definitiva scomparsa.

L’avrei rintracciato, se avessi trovato una struttura idonea per la sua riabilitazione, per la sua rieducazione. Don Bosco in Ashaiman – distante una trentina di chilometri da Prampram – mi sembrava la giusta soluzione:un’organizzazione internazionale di sacerdoti e fratelli dediti al servizio dei giovani, specialmente quelli poveri e svantaggiati. Così si dice! Macché! Dopo circa un anno di andirivieni e di false promesse, finalmente il priore mi invitava a pagare un’esosa retta per il mantenimento di Ebenezer, come quella versata per i soli 32 giovani al momento presenti in Istituto: una megastruttura attrezzata con campi da gioco, teatro, officine per l’apprendimento di vari mestieri, tante aule sclastiche, vetture, autobus, camion… e salesiani e addetti equipaggiati che meglio non si può! Forse avrei potuto, ma mi rifiutai di foraggiare questo falso sistema religioso, sostenuto da chi predica bene e diffuso un po’ dappertutto, come il vasto Don Bosco da me visitato in Madagascar.

Un paio d’anni fa Ebenezer bussa alla mia porta: malridotto, forse ancora fumava, mi chiedeva aiuto. Capii che il giovane aveva bisogno, più di tutto, di un disinteressato approccio schietto, confidenziale, affettuoso. Rifocillato e rivestito a nuovo, Ebenezer pareva convinto di essere pronto ad apprendere l’attività di meccanico di vetture. Gli comprai il materiale utile per iniziare il lavoro presso il meccanico-istruttore da lui scelto. Pochi mesi e poi Ebenezer svanì.

Ieri, domenica 26 agosto, Ebenezer si é ripresentato. Ora, però, ha circa 22 anni. Timoroso di infastidirmi, si é trattenuto pochi minuti: “Non ho un futuro, nemmeno più speranza e forza per continuare a vivere. Sono venuto per salutarti, forse per l’ultima volta”. Anch’io sono stato molto sintetico: “dammi qualche giorno. Torna la prossima settimana”. Non so se sarò capace di inventarmi qualcosa! Forse con laiuto di suggerimenti o non so che. Giovanni Carbone

Prampram 27 August 2018

Ebenezer is about 22 years old. He has lost his parents for some time. How does he live? God alone knows! For a short time the young man used herbs. After various health problems, he seems to have stopped smoking.

Since I’ve known him, or since I’ve been residing here in Prampram, several times I have intervened to ensure that Ebenezer has a “future”: a word here in the little known Prampram. Here you live the day! Tomorrow who knows! I started him at school to make him less succubus of his condition of life.

Cecilia, mother of three children, lost one still beardless. Then Ebenezer lived in the street and slept where it happened. Cecilia knew; he worked, therefore, to give him shelter and maternal affection. Cecilia – she confessed to me – seemed to have found her son, even though Ebenezer needed a particular and very strong assistance. With Cecilia I understood well: I gave her a sufficient monthly allowance to educate her and give him a little family and specialist attention. The intervention did not last long. Ebenezer, now a very free spirit, did not like to follow a scholastic or family order. From time to time he escaped from school and occasionally preferred to sleep outdoors.

Cecilia, a widow, with so many problems, including economic ones, faced with an apparent useless waste of energy and a possible failure, reluctantly threatened to abandon to his sad fate Ebenezer, which also gave some signs of improvement. For these young people it takes a lot of patience, time and, above all, an environment favorable to them. At ever longer intervals Ebenezer reappeared to resume school and family life. He was granted until his definitive disappeared.

I would have traced him, if I had found a structure suitable for his rehabilitation, for his re-education. Don Bosco in Ashaiman – about thirty kilometers from Prampram – seemed to me the right solution: an international organization of priests and brothers dedicated to the service of the young, especially those who poor and disadvantaged. So they say! Of course not! After about a year of comings and false promises, the prior invited me to pay a fee for the maintenance of Ebenezer, like the one paid for the only 32 youngsters present at the Institute: a mega structure equipped with playgrounds, theater, workshops for learning various crafts, lots of scholastic classrooms, cars, buses, lorries … and Salesians and equipped employees that cannot be better! Perhaps I could, but I refused to forage this false religious system, supported by those who preach well and widespread just about everywhere, like the vast Don Bosco I visited in Madagascar.

A couple of years ago Ebenezer knocks on my door: battered, perhaps still smoking, asking me for help. I understood that the young man needed, above all, a disinterested straightforward, confidential, affectionate approach. Refreshed and refurbished, Ebenezer seemed convinced that he was ready to learn the activity of car mechanics. I bought him the useful material to start work at the mechanic-instructor he chose. A few months and then Ebenezer vanished.

Yesterday, Sunday 26 August, Ebenezer has returned. Now, however, he is about 22 years old. Fearful to annoy me, he stayed for a few minutes: “I do not have a future, not even more hope and strength to continue living. I came to greet you, perhaps for the last time “. I too was very synthetic: “Give me a few days. Come back next week “. I do not know if I’ll be able to invent something! Perhaps with the help of suggestions or I do not know that. Giovanni Carbone