“Tu ti sei innamorata di una persona particolare”, “vive una vita che non avrebbe voluto vivere”. Queste sono alcune delle frasi che ha usato Alfonso Signorini nella puntata serale del GfVip dello scorso venerdì, attaccando duramente Lulù per il suo atteggiamento eccessivamente pesante nei confronti di Manuel.
Il conduttore dopo aver radunato in salone tutti i concorrenti e aver mostrato loro un filmato, ha provato a far ragionare la concorrente, dato che la situazione stava degenerando, ma le sue parole, a mio parere, sono state a dir poco inappropriate.
Ciò che si dice da che mondo è mondo ha un peso e valore specifico, soprattutto quando si tratta di temi così delicati, come la disabilità. Se è vero che in questo mondo vogliamo abbattere le barriere mentali, e quindi pregiudizi e stereotipi, dobbiamo iniziare da un linguaggio corretto che trasmetta la giusta concezione della disabilità.
Che cosa ha voluto intendere con “persona particolare”? Ogni persona è fatta a suo modo, non è una disabilità a fare una persona, questo è messaggio sbagliatissimo. Comprendo benissimo il messaggio che il conduttore del GfVip, voleva far arrivare a Lulù follemente innamorata, ma le sue buone intenzioni non hanno fatto altro che far vedere la condizione fisica di Manuel come un qualcosa d’insuperabile.
Sminuendo così la dignità e il valore della persona stessa, anziché abbattere barriere sociali e culturali. E soprattutto quelle dell’amore, che quando è vero, è pronto a superare qualsiasi tipo di barriera. Non vede limiti, ma solo il desiderio di amare tutte le sfumature della vita.
Certe frasi hanno il loro valore, ma è altrettanto vero che (come la sociologia ci insegna) se cambiamo il modo di chiamare qualcosa, quel qualcosa cambia e quindi cambierà anche il modo attraverso il quale le persone si rapportano ad esso. Insomma, le parole sono importanti, andrebbero usate sempre nel modo giusto contribuendo così a creare una società più inclusiva e priva di etichette.
Anche una condizione fisica come quella di Manuel può raggiungere la felicità, non solo la serenità come dice spesso lui. Dobbiamo smetterla di far passare la disabilità come una forma di pietismo, di debolezza.
E, a mio avviso, il primo passo da fare prima di intraprendere nuove strade, è quello di accettarsi e guidare chi ci è vicino ad andare oltre. Credo che Manuel ancora non abbia accettato totalmente la sua nuova vita; ma non è certamente la sua disabilità ad ostacolare il suo rapporto con Lulù, come ha affermato Signorini in puntata, forse è tutt’altro.
Ecco le parole che ha detto il padrone di casa a Lulù:
“Sembra che tu non voglia ascoltare o capire. Tu ti sei innamorata di una persona particolare, di una persona che contro la sua volontà vive una vita che non avrebbe voluto vivere.
Questo lo porta ad avere scontri durissimi con la vita. Nessuno di noi ha il diritto di non rispettare l’altro. A maggior ragione se una persona vive una situazione particolare. Se lui ti dice di lasciarlo in pace, devi lasciarlo in pace.
Facciamo finta che lui non si stia su una sedia a rotelle, fosse stata una ragazza inseguita da un uomo avremmo tutti parlato di stalkeraggio, di persecuzione. Se una persona ha 38 febbre e si imbottisce di farmaci ti chiede di lasciarlo in pace, non ci comporta così con una persona a cui vuoi bene, devi accettare questa realtà.”
di Grazia Sposito



















