Fratoianni a Caserta: “Con i 5 sì al referendum restituiamo diritti e dignità”

Gianrenzo Orbassano 06/06/2025
Updated 2025/06/06 at 12:35 AM
4 Minuti per la lettura

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ha parlato oggi a Caserta ospite del Galileo Circolo Arci in un incontro sulla campagna referendaria per i cinque quesiti in votazione l’8 e 9 giugno. Con tono diretto e , ha spiegato anche ai nostri microfoni di Informare le ragioni del , concentrandosi soprattutto sul lavoro e sulla cittadinanza, senza tralasciare un duro attacco al decreto sicurezza appena approvato al Senato e proposto dal governo Meloni, che ha definito “DL Paura”.

Fratoianni a Caserta, il lavoro al centro dei referendum

Fratoianni ha iniziato dal primo quesito, quello sul reintegro per i licenziamenti ingiusti. “Se vengo licenziato senza una giusta causa, è fondamentale che un giudice possa dirmi: ‘Hai ragione, torna al tuo posto’. Il Jobs Act ha cancellato questo diritto, sostituendolo con un indennizzo. Ma nessun risarcimento economico può davvero compensare la perdita di un lavoro”.

Poi è passato al secondo punto, quello che riguarda le aziende con meno di 15 dipendenti. “Oggi, se vieni licenziato ingiustamente in una piccola impresa, non hai diritto alla reintegra, ma solo a un indennizzo. E c’è un tetto massimo di mesi. Ma come si fa a dire che sei mesi bastano per un cinquantenne con due figli a carico? È diverso se a essere licenziato è un giovane senza responsabilità. Serve che un giudice valuti caso per caso”.

Sul terzo quesito, quello contro la precarietà, ha usato parole nette: “Abbiamo una malattia in questo Paese: il lavoro precario. E le leggi l’hanno reso ancora peggio. Prima, se ti assumevano a tempo determinato, dovevano spiegare perché. Oggi no. Risultato? Datori di lavoro che ti fanno contratti a termine anche quando il lavoro è stabile. Finisce il contratto, ti riassumono, sempre precario. Così si abbassano salari e diritti, senza alcun vantaggio reale per la produzione. Solo più profitti per pochi”.

Il quarto punto tocca la sicurezza sul lavoro. “Ormai la catena degli appalti è infinita. Un’impresa vince un appalto, subappalta, e poi ancora subappalta. E se succede un incidente? Chi risponde? Questo quesito dice che chi dà in appalto deve essere responsabile di tutta la filiera. Altrimenti è un invito a lavorare in nero e a far morire la gente nei cantieri”.

da sx verso dx: Sonia Oliviero segretaria CGIL Caserta, Nicola Fratoianni Sinistra Italiana, Antonio Dell’Aquila Sinistra Italiana Caserta, Francesco Apperti Speranza per Caserta, Sara Femiano Caserta Decide.

Cittadinanza: “Non è immigrazione, è buon senso”

L’ultimo quesito riguarda lo ius scholae e la cittadinanza. “È il più semplice: se una persona vive qui da anni, paga le tasse, non ha precedenti penali, perché deve aspettare dieci anni per chiedere la cittadinanza? Cinque sono più che sufficienti. Questo referendum non c’entra con le politiche migratorie: è solo buon senso”.

“Il decreto sicurezza? Lo chiamerei decreto paura”

Fratoianni non ha risparmiato critiche al governo. “Meloni parla di sicurezza, ma la sua legge non risolve i veri problemi. La sicurezza che chiedono gli italiani è un lavoro stabile, una casa, la sanità pubblica che funzioni. Non è sicurezza mandare in galera operai che bloccano una strada per protestare contro i licenziamenti. La vera insicurezza è non arrivare a fine mese, è non sapere se domani avrai un lavoro”.

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