Screening oncologici, la Campania resta indietro: i dati della Fondazione Gimbe

Fascicolo sanitario elettronico Campania, ancora poco usato

Giovanni Basile 17/07/2025
Updated 2025/07/17 at 2:23 PM
3 Minuti per la lettura
Fondazione Gimbe Campania screening

In Campania il fascicolo sanitario elettronico è ancora poco utilizzato. Nel primo trimestre del 2025, solo il 10% dei cittadini ha effettivamente utilizzato il FSE.

Un’opportunità ancora sottoutilizzata

Nonostante l’importanza crescente degli strumenti digitali in ambito sanitario, in Campania l’adozione del Fascicolo sanitario elettronico (FSE) resta preoccupantemente bassa, ponendo la regione in coda alle classifiche nazionali. Secondo quanto emerso durante il 9° Forum Mediterraneo in Sanità, i dati forniti dalla Fondazione Gimbe evidenziano un ritardo significativo: solo il 63% delle tipologie documentali previste risulta attivo nel FSE regionale, contro una media nazionale del 74%. I servizi effettivamente accessibili ai cittadini si fermano a un basso 18%.

Consenso digitale: un muro da abbattere

Ancora più allarmante è il dato sul consenso. Sono ancora troppi pochi i cittadini campani che hanno autorizzato medici e operatori sanitari alla consultazione dei propri documenti. A fronte di una media nazionale del 42%, la Campania figura tra le ultime regioni, insieme ad Abruzzo e Calabria. È evidente che il FSE non è ancora percepito come uno strumento utile e sicuro dalla popolazione. Nel primo trimestre del 2025, solo il 10% dei cittadini ha effettivamente utilizzato il FSE, mentre la media nazionale si attesta al 21%. Il ritardo si riflette anche sull’operatività dei professionisti: sebbene l’88% dei medici di base e pediatri campani abbia compiuto almeno un’operazione sul FSE, resta sotto la media italiana (95%). I medici specialisti abilitati sono appena il 61%, contro un 72% nazionale.

Perché la fiducia è così bassa?

Il dato allarmante sul consenso apre a una riflessione più ampia: perché così pochi cittadini si fidano del Fascicolo sanitario elettronico? In molti casi si tratta di sfiducia verso la gestione dei dati sensibili, alimentata da una percezione di vulnerabilità digitale. Ma non solo, a pesare è anche la sfiducia verso il sistema sanitario, accompagnato anche da analfabetismo digitale, ancora molto diffuso, che rende difficile per molti utenti comprendere l’utilità concreta del FSE. È una questione delicata, fatta di mancanza di fiducia verso la sanità che richiede formazione e comunicazione da parte delle istituzioni.

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