Ezio Bosso, un viaggio tra musica e battaglie

Ezio Bosso alla Reggia di Caserta (Foto di Gabriele Arenare)

Ha incantato con la sua musica e la sua arte, ma anche con la sua grande battaglia personale contro una malattia inesorabile che ingabbia la mente in un corpo sempre più inerme ed incapace di rispondere ai comandi di un pensiero vivo ed attivo.
Ezio Bosso, re per una sera nella splendida cornice della Reggia di Caserta, condivide le emozioni di un viaggio col suo pubblico ed in compagnia dei suoi amici: i solisti dell’Orchestra filarmonica del Teatro San Carlo di Napoli.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La forza dell’ironia
Un viaggio di sette anni di sacrifici, nella musica classica e moderna, attraverso le emozioni di chi si è rimesso in gioco, nonostante tutto, come artista e come uomo.
L’ironia è il filo conduttore dellʼintero concerto ma anche della sua vita; è lo strumento col quale Ezio invita ad abbandonare i cellulari per ascoltare e vivere il viaggio musicale. «Il mio consiglio  è raccontare il concerto col cuore, non attraverso  i social network. Questo concerto è un viaggio eterno».

Ezio Bosso alla Reggia di Caserta (Foto di Gabriele Arenare)
Ezio Bosso alla Reggia di Caserta (Foto di Gabriele Arenare)

Il concerto brandeburghese
Da Bach a Mendellsohn passando per Bosso, dai concerti brandeburghesi alla sinfonia italiana per ricordare quel desiderio, comune a tutti i musicisti, di arrivare in Italia e catturarne le bellezze in tutte le forme, colori, profumi e suoni. Ogni brano scelto è un messaggio, una sorta di cartello stradale capace di indicarci la strada. «Anche se oggi usiamo google maps, spesso siamo incapaci di trovare la strada. Ogni cartello può essere letto in diversi modi. Due frecce che vanno in senso opposto possono avere due interpretazioni diverse: ad esempio, da un lato l’amore che finisce e prende strade separate, e, dall’altro, riconoscere all’uomo la capacità di fare cose meravigliose oppure orribili».

Tempo e spazio
Il viaggio è segnato anche da ciò che vediamo, dal paesaggio che nel tempo si disegna ed è visibile ai nostri occhi. È un paesaggio frutto del tempo che passa ma anche del tempo meteorologico. Il vento liscia le cose, la pioggia le scava: ecco, allora, che arriva Rain, in your black eyes, esaltazione di due elementi metereologici.
Sono lʼaria e la pioggia, che parlano in musica e si confondono con gli occhi di una donna che piange; elementi capaci di portare ristoro ma anche devastazione, così come gli occhi che piangono sono espressione di un grande dolore o di una grande gioia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Passato e presente
Il viaggio è anche un ritorno al passato. Per questo, il maestro Bosso sente il bisogno di riproporre Bach, ormai quasi dimenticato, e Mendellsohn che, senza Bach, non avrebbe mai composto. «E senza loro due non ci sarebbe stato neppure Ezio», precisa.
Non poteva mancare, dunque, la sinfonia che Mendellsohn chiama italiana: un vero e proprio diario di viaggio, nella sua vita tra Venezia e la Sicilia, fino a quando giunge a Napoli, cuore ed anima della musica tanto che, secondo Ezio, «questo concerto dovrebbe intitolarsi napoletano più che italiano».

«La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare ed ascoltarci l’un l’altro»
EZIO BOSSO

È nella musica mendelssohniana che possiamo ritrovare la bellezza di quella Napoli meravigliosa che ci ispira, che esaltiamo, talvolta dimentichiamo e qualche volta distruggiamo.
Basti pensare a quello che è accaduto sul Vesuvio negli ultimi tempi. Napoli non si può straziare in questo modo!

di Annamaria La Penna
Servizio fotografico a cura di Gabriele Arenare

 

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell’educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.