L’inafferrabilità e la velocità con cui passano e svaniscono le emozioni possono essere comparate alla stessa facilità con cui si chiude una pagina Internet: l’ipertrofia di stimoli e disagi assopiscono la produttività.

L’inizio dello scorso secolo fu caratterizzato dall’affermarsi di un movimento rivoluzionario di arte e cultura: un gruppo di arditi rivoluzionari del pensiero d’arte furono infatti capaci di dar vita ad un movimento di design a partire da visioni, percezioni, emozioni generate da istinti illogici e irrazionali, che ebbe grande successo attraverso la produzione d’oggetti di consumo.

Il surrealismo (1920-1930), sviluppatosi come reazione all’industrializzazione e alle macchine, si prefiggeva lo scopo di mutare la realtà anche attraverso miti e simbolismi della cultura popolare: l’irrazionalità e il sogno che si contrappongono agli scenari dominati da tecnologia e social media sono ancora tentativi attuali di escapismo da parte di artisti e designer.

Un chiaro esempio di fuga dalla realtà ed esoterismo lo troviamo sulle passerelle dello stilista Alessandro Michele, creative director di Gucci: un surrealismo modaiolo che assume un ruolo chiave nelle creazioni dello stilista.

Una ricerca pubblicata sul Journal of Experimental Psycology dimostra come i vestiti abbiano un impatto misurabile sulle nostre azioni e sulle decisioni. Pertanto, in tempi bui e di difficile comprensione, l’uomo cerca una via di fuga: visioni apocalittiche sul futuro, cambiamenti climatici e intolleranza sociale portano alla ricerca di una moda escapista ed esoterica.

Un topos nella collezione degli stilisti è anche il tema del viaggio: cineserie, orientalismo, safari, space-age…costituiscono un concentrato di fantasticherie grazie alle quali, nell’era digitale è possibile evadere mediante un linguaggio fatto di simboli, miti ed archetipi.

Anche Maria Grazia Chiuri, creative director della Dior, ha spesso esplorato iconografie e simbolismi di miti e carte barocche. L’evocazione di una dimensione spirituale esercitano così un irresistibile fascino e fuga dalla banalità.

  di Nunzia Gargiulo

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