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Enzo Zuccaro, nuovo direttore del Museo di Montesarchio

Francesco Cimmino 03/12/2021
Updated 2021/12/03 at 4:39 PM
4 Minuti per la lettura
Il ratto di Europa, evento fondamentale della mitologia ellenica, è tra i più rappresentati nella storia dell’arte ed oggi lo troviamo sulle monete da due Euro greche, mentre il volto della fanciulla Europa è su tutte le banconote del conio comunitario. Ma chi è Europa?
Europa è una fanciulla, figlia di Agenore, re fenicio, della quale Zeus si invaghì perdutamente. Per conquistarla si trasformò in un toro bianco, convinse la giovane a farsi cavalcare e la rapì allontanandosi per mare portandola a Creta. Dall’unione ebbe diversi figli, tra cui il famoso Minosse. La giovane poi sposò Asterio, primo re di Creta, ed alla sua morte, in suo onore, i Greci chiamarono Europa tutte le terre a Nord dell’isola.

Ma cosa c’entra questo mito con la piccola cittadina campana di Montesarchio?

Indice
Il ratto di Europa, evento fondamentale della mitologia ellenica, è tra i più rappresentati nella storia dell’arte ed oggi lo troviamo sulle monete da due Euro greche, mentre il volto della fanciulla Europa è su tutte le banconote del conio comunitario. Ma chi è Europa?Europa è una fanciulla, figlia di Agenore, re fenicio, della quale Zeus si invaghì perdutamente. Per conquistarla si trasformò in un toro bianco, convinse la giovane a farsi cavalcare e la rapì allontanandosi per mare portandola a Creta. Dall’unione ebbe diversi figli, tra cui il famoso Minosse. La giovane poi sposò Asterio, primo re di Creta, ed alla sua morte, in suo onore, i Greci chiamarono Europa tutte le terre a Nord dell’isola.Negli anni ’70 fu rinvenuto, come corredo funerario di una tomba dell’antica Saticula, un cratere in terracotta che finì immediatamente sul mercato nero e poi per 24 anni al Getty Museum di Malibù. Quel vaso, dopo sofisticate indagini, è tornato in Italia nel 2007 ed è stato definito “il più bello del mondo”. Realizzato dall’artista di Paestum Assteas nel IV sec. a.C., sul lato anteriore è rappresentato proprio il mito del ratto di Europa.Di certo non suona incredibile in un Paese dove le meraviglie sono in ogni angolo, ma questa gemma della storia della nostra civilità è ora conservata nel piccolo Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino di Montesarchio.E così da poco più di un mese, c’è un casertano alla guida del Museo di Montesarchio, il dott. Enzo Zuccaro. Responsabile della comunicazione per la Reggia di Caserta da oltre trent’anni, lascia il sito vanvitelliano che definisce “la sua vita”, dove ha passato non solo gli anni da funzionario del Ministero della Cultura, ma anche da giovane studente, quando c’era la ragioneria.«Sicuramente ci sarà da occuparsi della comunicazione – spiega Zuccaro – per aumentare la visibilità, non solo a livello nazionale. Il Vaso di Assteas è un pezzo straordinario, davvero emozionante e bisogna farlo conoscere di più. Sky Arte gli ha recentemente dedicato una puntata della serie Art Raiders – Caccia ai tombaroli. Questo vuol dire che l’interesse c’è. Ora dobbiamo solo alimentarlo».Il Museo, che ha sede nel panoramico castello cittadino, rientra tra i 25 che fanno capo alla Direzione Regionale ei Musei della Campania. Per entrare si pagano due euro – non necessariamente quelli greci – e si viene accolti da una collezione di reperti provenienti non solo dall’antica Saticula, ma anche dalle vicine Caudium e Telesia. I crateri più belli sono organizzati nella mostra multimediale “Rosso immaginario”, nelle suggestive carceri borboniche del castello.«Sarà una bella sfida che ho deciso di accettare e per questo voglio ringraziare la dottoressa Marta Ragozzino, Direttore regionale dei Musei della Campania, che mi ha conferito l’incarico a Montesarchio. Nel 2020 tra luglio e agosto abbiamo avuto circa duemila visitatori: sono piccoli numeri da cui partire, ma sono fiducioso per la stagione che verrà.Il Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino è motivo di vanto ed orgoglio per la città di Montesarchio con cui la Direzione ha da tempo instaurato un proficuo rapporto di collaborazione che puntiamo a consolidare per il futuro».Ai suoi ringraziamenti, accodiamo il nostro augurio di buon lavoro al neo direttore Enzo Zuccaro e invitiamo i lettori a visitare l’interessante museo per scoprire qualche altro tassello della propria storia.
Negli anni ’70 fu rinvenuto, come corredo funerario di una tomba dell’antica Saticula, un cratere in terracotta che finì immediatamente sul mercato nero e poi per 24 anni al Getty Museum di Malibù. Quel vaso, dopo sofisticate indagini, è tornato in Italia nel 2007 ed è stato definito “il più bello del mondo”. Realizzato dall’artista di Paestum Assteas nel IV sec. a.C., sul lato anteriore è rappresentato proprio il mito del ratto di Europa.
Di certo non suona incredibile in un Paese dove le meraviglie sono in ogni angolo, ma questa gemma della storia della nostra civilità è ora conservata nel piccolo Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino di Montesarchio.
E così da poco più di un mese, c’è un casertano alla guida del Museo di Montesarchio, il dott. Enzo Zuccaro. Responsabile della comunicazione per la Reggia di Caserta da oltre trent’anni, lascia il sito vanvitelliano che definisce “la sua vita”, dove ha passato non solo gli anni da funzionario del Ministero della Cultura, ma anche da giovane studente, quando c’era la ragioneria.
«Sicuramente ci sarà da occuparsi della comunicazione – spiega Zuccaro – per aumentare la visibilità, non solo a livello nazionale. Il Vaso di Assteas è un pezzo straordinario, davvero emozionante e bisogna farlo conoscere di più. Sky Arte gli ha recentemente dedicato una puntata della serie Art Raiders – Caccia ai tombaroli. Questo vuol dire che l’interesse c’è. Ora dobbiamo solo alimentarlo».
Il Museo, che ha sede nel panoramico castello cittadino, rientra tra i 25 che fanno capo alla Direzione Regionale ei Musei della Campania. Per entrare si pagano due euro – non necessariamente quelli greci – e si viene accolti da una collezione di reperti provenienti non solo dall’antica Saticula, ma anche dalle vicine Caudium e Telesia. I crateri più belli sono organizzati nella mostra multimediale “Rosso immaginario”, nelle suggestive carceri borboniche del castello.
«Sarà una bella sfida che ho deciso di accettare e per questo voglio ringraziare la dottoressa Marta Ragozzino, Direttore regionale dei Musei della Campania, che mi ha conferito l’incarico a Montesarchio. Nel 2020 tra luglio e agosto abbiamo avuto circa duemila visitatori: sono piccoli numeri da cui partire, ma sono fiducioso per la stagione che verrà.
Il Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino è motivo di vanto ed orgoglio per la città di Montesarchio con cui la Direzione ha da tempo instaurato un proficuo rapporto di collaborazione che puntiamo a consolidare per il futuro».
Ai suoi ringraziamenti, accodiamo il nostro augurio di buon lavoro al neo direttore Enzo Zuccaro e invitiamo i lettori a visitare l’interessante museo per scoprire qualche altro tassello della propria storia.

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N°224 –  DICEMBRE 2021

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