Emergency, un ambulatorio aperto a tutti

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Ph. Alessandro Cinque

Nell’ultimo periodo la sigla “ONG” è forse diventata per molti sinonimo di “criminali, trafficanti a favore dell’immigrazione clandestina, scafisti, speronatori” eccetera eccetera.
“Prima gli Italiani” eccetera eccetera.

“Qui si muore di fame e gli immigrati negli alberghi” eccetera eccetera eccetera.

Ribadire che tutte queste parole siano frutto di un’ignoranza dilagante, non basta mai. Questo perché è fin troppo radicato quel pensiero comune che sostiene l’idea delle Ong esclusivamente dedicate al salvataggio in mare e al supporto di chiunque non sia italiano. Questo pensiero è difficile da estirpare anche a Castel Volturno, dove si trova l’ambulatorio di Emergency. La questione da cui partire innanzitutto è la seguente: pensare che una Ong possa salvare solo clandestini per sua volontà, è un insulto ad ogni forma di umanità. Eppure questo insulto alla natura umana è ripetuto, è costante.
Informare ha incontrato nuovamente Sergio Serraino, Responsabile di Emergency, per fare un bilancio del 2019 e raccontare i prossimi obiettivi dell’ambulatorio.
«Il nostro ambulatorio è aperto a tutti. Spesso viene inteso come un ambulatorio rivolto solo ed esclusivamente agli stranieri, ma chi non ha il medico di base e si trova qui, può venire tranquillamente da noi. Ciò di cui hanno bisogno gli italiani su questo territorio, secondo me, è di un ambulatorio infermieristico in Asl, gratuito. Noi cerchiamo di andare incontro a chi non si può permettere di pagare nemmeno i 10, i 20 euro per una prestazione di tipo infermieristico. Cerchiamo di mettere delle toppe a una situazione che c’è in tutta Italia, che è la povertà sanitaria: un italiano su 3 non si cura perché non ha la possibilità di pagare il ticket. Quello che è successo, è che malgrado a livello normativo la differenza tra disoccupato e inoccupato sia stata equiparata, a livello sanitario no: il disoccupato ha diritto all’ esenzione E02 mentre l’inoccupato paga ugualmente tutto».

Sergio ci spiega che da giugno l’ambulatorio terminerà l’attività medica. Resterà l’attività infermieristica e pediatrica. «L’attribuzione del pediatra ai bambini senza permesso di soggiorno purtroppo in Campania non sta funzionando: tutti i bambini figli di stranieri senza permesso di soggiorno dovrebbero avere il diritto di essere accreditati al SSN, ma la regione Campania ha messo in piedi una procedura che causa difficoltà. C’è quindi un bel numero di bambini che non hanno cure pediatriche, soprattutto a Castel Volturno».

C’è da dire però che l’Asl di Caserta collabora attivamente incentivando tutte le attività di Emergency. Di recente è stato potenziato il numero di medici e l’orario dell’ambulatorio infermieristico dell’Asl di Castelvolturno, e questa disposizione è racchiusa all’interno di un progetto denominato “Demetra” che prevede un’assistenza alle fasce vulnerabili della popolazione, quindi non necessariamente rivolto solo agli stranieri. «Per quanto mi riguarda, nell’era del “prima gli italiani”, garantire l’accesso alle cure degli stranieri senza permesso di soggiorno significa tutelare la salute pubblica. Se ci si dovesse trovare di fronte ad una malattia infettiva ad esempio, se non si ha accesso alle cure è un problema per tutta la popolazione», ci dice Sergio.

Il report del 2019 ha evidenziato – come in passato – una forte percentuale di donne: «Nel 2019 sono passati di qui 1890 pazienti, tra cui 958 donne. In casi di gravidanza ce ne occupiamo dal punto di vista medico se la paziente non ha il permesso di soggiorno, altrimenti dal punto di vista orientativo se hanno il medico di base». Per un periodo, tra l’altro, Emergency si è occupata anche di vittime dello sfruttamento sessuale.

«Avevamo un’unità di strada, ora è un’attività sospesa, ma prima uscivamo una volta a settimana e ci allargavamo sul territorio campano. Distribuivamo condom, materiale informativo sulle malattie sessualmente trasmissibili, sicurezza sul lavoro in strada. Si parla sempre di violenza e sfruttamento, pochi dicono però che spesso a commettere atti di violenza sulle donne in strada sono degli italiani. Seguiamo moltissime donne in gravidanza e tantissimi bambini poi quando nascono, circa un centinaio all’anno. Ci troviamo spesso anche a seguire donne che vogliono interrompere la gravidanza, e in questi casi siamo sollevati dal fatto che si rivolgano a noi, perché purtroppo molte scelgono di abortire da sole attraverso l’assunzione di farmaci o cose molto più violente. Nessuno è mai sereno o felice di fronte ad una interruzione di gravidanza, le prime sono le donne, ma il fatto che questa venga effettuata in sicurezza e col supporto di medici ci fa sentire sollevati. Alla clinica Pineta Grande così come a Pozzuoli arrivano purtroppo tantissime donne in fin di vita a causa di aborti che hanno praticato da sole».

Abbiamo chiesto infine a Sergio quali sono gli obiettivi di Emergency per quest’anno: «Emergency ha come obiettivo in Italia e nel mondo di diventare inutile. Nessuno ha voglia di sostituirsi al sistema pubblico anzi, noi siamo convinti che in Italia esista ancora un SSN che è ben costruito ma malfunzionante. Noi supportiamo l’Asl fino a quando ce n’è bisogno e per quest’anno l’obiettivo primario è andare a tappare la falla sul piano pediatrico».

di Daniela Russo

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