Eduardo De Crescenzo, maestro di jazz

Eduardo De Crescenzo

Eduardo De Crescenzo: «Bisogno di ritrovare l’essenza dell’emozione»

È autore dei maggiori successi italiani. Un artista poliedrico che, a distanza di anni da “Ancora”, continua a tenere banco e riscuotere successi di pubblico in ogni live. Stiamo parlando di Eduardo De Crescenzo, che fin da giovanissimo ha incontrato il mondo della musica e si è fatto apprezzare per le sue qualità artistiche. Dalla partecipazione al festival di Sanremo, la strada è stata in ascesa. Album, live e tourneé. Di recente pubblica il lavoro discografico, dal titolo Essenze Jazz annunciato dallo stesso autore come «bisogno di ritrovare l’essenza dell’emozione, la ricerca di un suono che potesse rappresentarlo oggi e rappresentare il suo cammino artistico». De Crescenzo, un artista dalla personalità talentuosa ed eclettica, ha presentato in anteprima il progetto nel 2012, al “Blue Note” di Milano per poi spostarsi a Roma, alla “Casa del Jazz” e a Napoli al “Teatro San Carlo”. Ed è proprio dell’”Essenze Jazz”, del suo modo di concepire la musica jazz ed altro di cui il Maestro ci ha parlato.

Maestro De Crescenzo quest’anno lei sarà nuovamente impegnato in Teatro con l’“Essenze Jazz”, che in questi anni ha riscosso consensi di pubblico. “Essenze Jazz” è anche il titolo dell’album pubblicato nel 2013. Ce ne vuole parlare?
«Essenze è una riflessione musicale, quasi una biografia del mio cammino artistico e della mia carriera. Un progetto che ripercorre i brani più significativi ma anche i passaggi musicali che hanno caratterizzato il mio suono, o la mia forma espressiva più vera che è “il concerto”».

Nel corso del tempo, il tour “Essenze Jazz” è stato “ospite” in festival musicali e teatri importanti. Sembra che oggi il jazz venga sempre più apprezzato rispetto al passato anche dalle giovani generazioni. E nelle città d’Italia sempre più sono i festival che vengono promossi. Secondo lei perché si viene “attratti” da questo genere musicale?
«Essenze racchiude tutti i miei percorsi musicali: la musica classica, il jazz, il mediterraneo. Non ho mai percepito la musica attraverso le “etichette” che significano poco per le orecchie di un musicista. La musica è un linguaggio in grado di esprimere la nostra personalità, i nostri sentimenti, la nostra cultura». 

Lei è un cantante, compositore, interprete e fisarmonicista. Viene descritto come un autore che non ama molto la luce dei riflettori. Qual è la sua fonte di ispirazione musicale?
«Io amo fare concerti, è la mia forma espressiva eletta. Se i riflettori sono quelli del palco allora posso dire che li amo molto. Se, invece, per “riflettori” si intendono le occasioni rosa o mondane o qualsiasi pretesto perchè il proprio nome appaia, allora mi sento di dire che non li amo affatto. La mia fonte di ispirazione è la vita di ogni giorno, la vita vera».

I suoi sono successi musicali che ancora oggi vengono ascoltati e preferiti. Cosa pensa della scena musicale dei giovani d’oggi? E la sua opinione riguardo ai “Talent Show”?
«La scena musicale ci offre poco di interessante da almeno 20 anni. Cover, imitazioni, déjà-vu … imperversano ovunque, anche nei talent. Come tutti, aspetto di sentire nuove emozioni».

Oltre a proseguire la tourneé con “Essenze Jazz”, sta già lavorando a qualche altro progetto?
«Per un musicista la musica è un lavorio quotidiano. Ogni giorno c’è una nuova scoperta, una nuova conquista, una nuova meta da raggiungere. Poi, arriva il giorno in cui senti che ti farebbe piacere condividerle con il pubblico attraverso un disco, un concerto».

di Giovanni Iodice

Tratto da Informare n°174 Ottobre 2017

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