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EDITORIALE – GIUGNO 2021. Sversamenti al nord: il profitto cancella la memoria

Antonio Casaccio 04/06/2021
Updated 2021/06/04 at 11:46 AM
4 Minuti per la lettura

Il profitto cancella la memoria. Che l’Italia abbia difficoltà ad imparare dai suoi errori è un fatto notorio per chi vive quotidianamente le contraddizioni di questo Paese, particolarmente al Sud. Un paradosso che si eleva all’ennesima potenza quando si parla di soldi, di tanti soldi…facciamo 12 milioni di euro.

Indice
Nessun termine coniato ad hoc, non un commento dai big media nazionali. Allora forse tocca, a chi ha subìto e pianto per l’avvelenamento delle proprie terre, ricordare quanto il business malato dei rifiuti provochi ferite che i dati non possono mostrare con la dovuta intensità. Ancora oggi, il Registro Tumori di Caserta segnala una valore significativamente maggiore per l’incidenza di leucemia nei maschi del comune di Casal di Principe, terra devastata dagli eco-criminali della camorra. Un dato freddo che nasconde il dolore di una mortalità infantile considerata innaturale dai più grandi oncologi nazionali. Qui le persone continuano ad ammalarsi e morire di tumore. Oggi queste pagine di storia che continuiamo a scrivere col sangue vengono gettate nella spazzatura del silenzio mediatico e dall’indifferenza di chi venderebbe madre e figli per denaro e potere. Dal 2002 il lavoro di Informare si è concentrato nella costante denuncia dei crimini ambientali nel comune di Castel Volturno e limitrofi; un forte sentimento di partecipazione e un rigore morale necessario hanno fatto sì che sul territorio nascesse una sensibilità ambientale che si sarebbe trasformata in monitoraggio cittadino a difesa del territorio.I nostri fratelli settentrionali hanno ora nuove responsabilità di denuncia che passano da una costante attenzione per i propri comuni; il silenzio ha spesso compromesso la nostra terra e chi ha scelto di girarsi dall’altra parte è solo stato complice di un sistema che ha sparso morte incontrollata. Se la memoria ci insegna qualcosa è che il silenzio non paga e il nostro disinteresse è profitto per l’interesse di altri. Restare sui territori è ancora la prerogativa del nostro magazine ed è proprio in virtù di questa volontà che siamo orgogliosi di annunciare che da questo mese Informare avrà un supplemento di 16 pagine, molte delle quali dedicate esclusivamente a Castel Volturno.
Approfondimenti, valorizzazione delle nostre eccellenze e realtà sociali diventano protagoniste di un magazine ancora più ricco. In questa realtà idealizzata dove i tuttologi esprimono giudizi sulla qualunque con brevi storie, occuparsi della propria terra con attenzione e memoria storica diviene un atto di resistenza, oltre che paradossalmente visionario.

Sì, perché è proprio questo il business stimato dai Carabinieri forestali per un’indagine che ci costringe ad aprire molte ferite. Parliamo delle oltre 150mila tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti che sono stati sversati in diversi terreni agricoli; l’ennesimo affronto da parte di un business scellerato alla Salute pubblica.
Ma arriviamo alla memoria. I fanghi in questione sono stati sversati in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna e la stampa nazionale, a differenza di quanto avvenuto nel Mezzogiorno, ha accolto questa vera e propria bomba che si sgancia sul Nord con l’ennesimo imbarazzante silenzio.

Nessun termine coniato ad hoc, non un commento dai big media nazionali. Allora forse tocca, a chi ha subìto e pianto per l’avvelenamento delle proprie terre, ricordare quanto il business malato dei rifiuti provochi ferite che i dati non possono mostrare con la dovuta intensità. Ancora oggi, il Registro Tumori di Caserta segnala una valore significativamente maggiore per l’incidenza di leucemia nei maschi del comune di Casal di Principe, terra devastata dagli eco-criminali della camorra. Un dato freddo che nasconde il dolore di una mortalità infantile considerata innaturale dai più grandi oncologi nazionali. Qui le persone continuano ad ammalarsi e morire di tumore. Oggi queste pagine di storia che continuiamo a scrivere col sangue vengono gettate nella spazzatura del silenzio mediatico e dall’indifferenza di chi venderebbe madre e figli per denaro e potere. Dal 2002 il lavoro di Informare si è concentrato nella costante denuncia dei crimini ambientali nel comune di Castel Volturno e limitrofi; un forte sentimento di partecipazione e un rigore morale necessario hanno fatto sì che sul territorio nascesse una sensibilità ambientale che si sarebbe trasformata in monitoraggio cittadino a difesa del territorio.
I nostri fratelli settentrionali hanno ora nuove responsabilità di denuncia che passano da una costante attenzione per i propri comuni; il silenzio ha spesso compromesso la nostra terra e chi ha scelto di girarsi dall’altra parte è solo stato complice di un sistema che ha sparso morte incontrollata. Se la memoria ci insegna qualcosa è che il silenzio non paga e il nostro disinteresse è profitto per l’interesse di altri. Restare sui territori è ancora la prerogativa del nostro magazine ed è proprio in virtù di questa volontà che siamo orgogliosi di annunciare che da questo mese Informare avrà un supplemento di 16 pagine, molte delle quali dedicate esclusivamente a Castel Volturno.
Approfondimenti, valorizzazione delle nostre eccellenze e realtà sociali diventano protagoniste di un magazine ancora più ricco. In questa realtà idealizzata dove i tuttologi esprimono giudizi sulla qualunque con brevi storie, occuparsi della propria terra con attenzione e memoria storica diviene un atto di resistenza, oltre che paradossalmente visionario.

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N°218 – GIUGNO 2021

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