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EDITORIALE – Droga e giovani

Tommaso Morlando 02/10/2024
Updated 2024/10/01 at 4:54 PM
5 Minuti per la lettura

Dopo le tante segnalazioni dei cittadini e condomini del Residence di Pinetamare in Castel Volturno, che sono state raccolte in uno speciale video-denuncia realizzato dal nostro direttore Antonio Casaccio insieme agli altri giovani della redazione, qualcosa si è mosso e continua a muoversi. Purtroppo è difficile che il problema dello spaccio sarà definitivamente risolto; molto probabilmente sarà solo “spostato”, magari in un’altra zona del territorio. 

Una presa di posizione di forte denuncia sociale partita da una redazione di giovani, unitamente alla costante collaborazione con le forze dell’ordine che sono state sollecite all’ascolto e alla vicinanza. Tutto ciò non basta, però, se non c’è una coscienza sociale e di denuncia da parte di tutti i cittadini. La droga è una realtà che colpisce principalmente i giovani e per tutelarli servono, ahìnoi, sforzi molto più impegnativi: occorrono luoghi d’aggregazione e d’incontro, manifestazioni come quella del 21 settembre scorso dedicata alla giornata mondiale della Pace. Un’iniziativa di interesse collettivo organizzata da noi proprio in Piazza delle Feste in Pinetamare, sede della redazione, insieme al comune di Castel Volturno.  

Concordata e coordinata con un’artista di rilievo nazionale come il maestro Alessandro Ciambrone, l’idea originaria è stata quella di realizzare un murales proprio sulle pareti estere della nostra redazione, invitando tutti i partecipanti a metterci una mano, immergendola nella pittura e lasciando la propria impronta. Una manifestazione pienamente riuscita, che ha attratto le famiglie, tanti bambini e giovani senza distinzione di etnia, religione, nazionalità o cultura, ma uniti da un unico sentimento: PACE. 

Piazza delle Feste va tutelata e protetta, perché ha dimostrato di essere punto di raccolta di molteplici sensibilità, ma dev’essere utilizzata sempre di più. Tenere i giovani lontani dai telefonini è un obiettivo primario per poter creare alternative e punti di aggregazione, eventualmente anche regolamentando l’area con piani parcheggio e divieti. Contro la droga serve l’educazione, le famiglie e le formazioni sociali capaci di persuadere i giovani ad apprezzare la vita e ad aiutarli a trovare stimoli migliori degli stupefacenti. Serve il mantenimento dell’ordine pubblico, ma con una seria capacità di controllo. 

Occorrono provvedimenti che diano alle forze dell’ordine strumenti legislativi efficienti e attuabili quando si arrestano gli spacciatori che, spesso, il giorno successivo all’arresto sono già in libertà pronti a reiterare lo spaccio. Non servono nemmeno gesti dimostrativi con pene esemplari contro il singolo, ammonendo gli altri dal seguirne le orme, in oscuro lascito del motto, fatto proprio dalla Cina di Mao e poi dalle Brigate Rosse: «colpirne uno per educarne cento». Riteniamo fondamentale che si smetta d’inviare sul nostro territorio condannati agli arresti domiciliari che sono l’avamposto per nuove devianze in un territorio, per la sua conformazione geografica, difficile da controllare. Se queste scelte non vengono modificate sostanzialmente, ogni sforzo diventerà inutile.  

Le azioni della nostra associazione vogliono spingere per un cambiamento dei territori che amiamo e che viviamo con la stessa intensità emotiva di una casa. Castel Volturno è la nostra casa, così come la Campania, l’Italia e il mondo intero. Abbiamo scelto di far firmare la copertina di questo mese all’artista internazionale Sergio Fermariello, conducendolo lungo una riflessione che tocca i profughi. Con questo termine si indica chi è alla ricerca di una dimora sicura, nella quale poter vivere in felicità e in armonia, rispettando l’ambiente circostante. I profughi non sono solo quelli dalle guerre che imperversano e non sono solo coloro che raggiungono le coste del Mediterraneo in cerca di una nuova casa. Profughi siamo noi tutti, ancora incapace di difendere le nostre case, lasciandole alla mercè di chi vuole stuprarle con illeciti e devastazione. Siamo dei signor Nessuno, esattamente come Ulisse, profughi alla ricerca di una casa che non vediamo ed, eppure, sappiamo che ci attende. 

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