Reati ambientali

Ecoreati in Italia: è primato per la Campania

Elisabetta Rota 09/12/2024
Updated 2024/12/09 at 12:24 AM
5 Minuti per la lettura

Ogni 18 minuti, in Italia, viene compiuto un reato ambientale. Questo impressionante dato è il risultato di un incessante attacco all’ambiente che ha prodotto, negli ultimi trent’anni, 902.356 ecoreati. Al centro di questa emergenza c’è la Campania, che si conferma tristemente come la regione più colpita e maggiormente esposta all’azione delle ecomafie. Le conseguenze di questa devastazione sono drammatiche: 727.771 persone denunciate e 224.485 sequestri effettuati.

I numeri degli ecoreati

Il rapporto “Ecomafia 2024” di Legambiente evidenzia un quadro allarmante. Nel 2023, in Italia, sono stati registrati 35.487 reati ambientali, con un incremento del 15,6% rispetto al 2022. Questo equivale a una media di 97,2 reati al giorno. Il fatturato delle ecomafie ha raggiunto gli 8,8 miliardi di euro, una cifra che sottolinea quanto il crimine ambientale sia diventato un business consolidato e redditizio.

La Campania guida questa classifica nera con 4.952 reati ambientali, pari al 14% del totale nazionale. Seguono la Sicilia (3.922 reati) e la Puglia (3.643 reati). In Campania, la provincia di Napoli risulta la più colpita, con 1.494 reati, mentre Avellino ha registrato un incremento del 72,9% rispetto all’anno precedente, con 1.203 reati.

Le fonti principali del crimine ambientale

Il ciclo illegale del cemento è al primo posto tra le attività illecite, con 13.008 reati (+6,5% rispetto al 2022). Si tratta di una piaga che comprende costruzioni abusive, spesso realizzate in aree a rischio idrogeologico o senza alcun rispetto per le norme urbanistiche. A seguire, il ciclo dei rifiuti, con un aumento del 66,1%, ha raggiunto 9.309 reati, mettendo in evidenza la pericolosità dello smaltimento illegale e dello stoccaggio abusivo di materiali tossici.

Anche i reati contro gli animali e gli incendi dolosi mantengono numeri preoccupanti, rispettivamente con 6.581 e 3.691 illeciti. Questi dati dimostrano come l’ambiente in Campania sia vittima di una criminalità organizzata che opera senza scrupoli, mettendo a rischio la biodiversità, la salute pubblica e il paesaggio.

Il primato degli ecoreati in Campania

La Campania detiene il primato assoluto nel ciclo illegale del cemento, con 30.177 reati e 25.539 persone denunciate o arrestate. Inoltre, guida anche nel ciclo dei rifiuti, con 22.400 reati e 21.635 persone coinvolte. È evidente come il territorio campano sia un epicentro per le attività delle ecomafie, che sfruttano l’assenza di controlli capillari e la complicità di sistemi corrotti per arricchirsi a discapito dell’ambiente e dei cittadini.

Di fronte a questi numeri drammatici, emerge la necessità di azioni urgenti e incisive. Rafforzare i controlli sul territorio è una priorità, così come migliorare la collaborazione tra le autorità locali, le forze dell’ordine e le associazioni ambientaliste. Investire in tecnologia e in strumenti di monitoraggio può rappresentare un passo avanti per individuare e fermare tempestivamente le attività illecite.

È altrettanto cruciale promuovere una cultura della legalità e della sostenibilità ambientale, sensibilizzando le comunità locali sull’importanza della tutela del proprio territorio. La responsabilità individuale e collettiva deve essere rafforzata attraverso campagne di informazione e formazione che spingano i cittadini a denunciare gli illeciti e a rifiutare ogni forma di complicità.

Una lotta che non può attendere

La Campania, con il suo patrimonio naturale, culturale e storico, merita un futuro libero dall’inquinamento e dalle ecomafie. La lotta contro i reati ambientali non è solo una questione di giustizia, ma anche di sopravvivenza per le generazioni future. Continuare a ignorare questo problema significa mettere a rischio la salute dei cittadini, il territorio e il tessuto economico della regione. Solo con un impegno deciso e condiviso sarà possibile invertire la rotta e restituire alla Campania e all’Italia tutta un ambiente sano, vivibile e degno di essere tramandato.

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