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Ecco perchè il Comune di Caserta è stato sciolto per infiltrazioni camorristiche

Redazione Informare 16/05/2025
Updated 2025/05/16 at 11:41 AM
4 Minuti per la lettura
In foto: il Ministro Piantedosi

La relazione del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi circa lo scioglimento del Comune di Caserta datata 10 aprile 2025, delinea un quadro allarmante di infiltrazione mafiosa e sistematica illegalità all’interno dell’amministrazione comunale di Caserta, giustificando la proposta di scioglimento del Consiglio ai sensi dell’articolo 143 del d.lgs. n. 267/2000. Queste, secondo le relazioni del Ministro e del Prefetto Lucia Volpe, le motivazioni dopo una lunga scia di indagini che hanno portato alla luce un sistema di infiltrazioni camorristiche, corruzione e gravi irregolarità nell’amministrazione della città.

Comune di Caserta: condizionamento criminale e corruzione politica

Le indagini, condotte dalla prefettura e supportate da accertamenti giudiziari, hanno evidenziato un radicato legame tra esponenti politici locali e la criminalità organizzata. Tale connivenza si è manifestata già nelle fasi elettorali, dove candidati sostenuti da clan camorristici hanno ottenuto cariche pubbliche, per poi agire in funzione degli interessi illeciti dei loro referenti criminali. Le elezioni amministrative del 2021 e del 2016 sono risultate viziate da casi accertati di voto di scambio e finanziamenti illeciti da parte di imprenditori legati alla camorra.

Il sistema degli appalti pilotati

Uno degli aspetti più gravi emersi riguarda la gestione illecita degli appalti pubblici. Amministratori e funzionari comunali avrebbero agito in concerto con soggetti legati alla criminalità organizzata per alterare procedure di gara, garantendo l’affidamento di lavori a imprese colluse. Tra i casi più emblematici figurano gli appalti per la manutenzione del verde pubblico e degli edifici scolastici, dove ditte vicine ai clan hanno ottenuto contratti grazie a bandi cuciti ad hoc. In alcuni casi, società formalmente “pulite” hanno subito modifiche societarie occulte, inserendo soggetti pregiudicati senza rispettare gli obblighi di trasparenza, con la complicità di dirigenti comunali.

Infiltrazioni nel settore socio-assistenziale e nei servizi pubblici

L’ingerenza si sarebbe estesa anche al settore socio-assistenziale, dove cooperative legate alla camorra hanno beneficiato di affidamenti diretti e proroghe irregolari, spesso senza rispettare le normative antimafia. Analoghe criticità sono state riscontrate nella gestione dei parcheggi pubblici, dominata per anni da imprese riconducibili a famiglie camorristiche, in violazione dei principi di concorrenza e rotazione previsti dalla legge.

La complicità del vertice politico e amministrativo

Nonostante le inchieste giudiziarie e l’emersione di prove schiaccianti, il sindaco e altri esponenti di governo locale avrebbero continuato a mantenere in carica funzionari coinvolti in procedimenti penali, assegnando loro incarichi strategici in settori sensibili come i lavori pubblici e l’urbanistica. Tale condotta ha ulteriormente aggravato il clima di illegalità, dimostrando una totale mancanza di volontà politica di contrastare le infiltrazioni mafiose.

Alla luce di queste gravissime irregolarità, il Ministro conclude che l’amministrazione comunale di Caserta non è più in grado di garantire il rispetto della legalità, essendo ormai compromessa da un sistema di connivenze criminali che ne condizionano l’operato. Lo scioglimento del Consiglio e l’istituzione di una commissione straordinaria per 18 mesi appaiono dunque misure necessarie per ripristinare trasparenza e funzionalità nell’ente, restituendolo alla collettività in condizioni di legittimità.

di Luca De Matteis e Gianrenzo Orbassano

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