Crisi del quarto di secolo

E tu, conosci la “crisi del quarto di secolo”?

Ludovica Palumbo 12/01/2023
Updated 2023/01/12 at 12:29 AM
4 Minuti per la lettura

Già, a quanto pare non esiste solo la tanto temuta crisi di mezza età”, ma anche la cosiddetta “crisi del quarto di secolo”. Ne hai mai sentito parlare? Essa, da definizione è «una fase che ricade intorno ai 25 anni, caratterizzata da ansia da prestazione (professionale), senso di soffocamento (che sia per un lavoro o per un matrimonio) e, nei casi più gravi, depressione».

La nascita del fenomeno

Gli studi su quella che è anche nota con il termine inglese di quarter-life crisis, sono pressoché recenti se pensiamo che sono stati condotti prevalentemente negli anni del ‘900 grazie al lavoro degli psicologi Walter B. Pitkin e Charlotte Bühler. Quest’ultima fu infatti una delle prime a portare l’attenzione sullo sviluppo della personalità negli adulti attraverso la loro costante ricerca della gratificazione.

A stabilire la soglia d’età dei 25 anni fu però prima Meredith Goldstein, che definì quest’età come quella in cui l’individuo si affaccia per la prima volta alla vita reale e poi, il noto psicoanalista Erik Erikson.

Erikson divenne infatti famoso per il suo pensiero circa lo sviluppo dell’individuo attraverso l’analisi di ben otto fasi in cui, ad ogni stadio dello sviluppo individuale corrisponde uno specifico conflitto interno. Attenzione però, un conflitto decisamente positivo che aiuta infatti l’individuo a superare le problematiche per completare il suo stadio evolutivo. Fu proprio lui infatti a parlare di uno stato di profonda crisi che caratterizza i giovani in questa fascia d’età in cui entra in conflitto il concetto di intimità con quello di isolamento.

E secondo recenti studi, sembra che questa crisi sia molto diffusa tra i millennials (la generazione y) che, più di tutti, hanno sentito il forte cambiamento sociale che si è avuto dagli anni ’80 ad oggi.

Niente paura! La parola degli esperti

Sicuramente questa crisi del quarto di secoloè del tutto attuale. Se pensiamo che intorno ai 25 anni tendenzialmente si conclude un percorso universitario o di formazione, non ci è difficile immaginare in che stato versino questi soggetti. Ansia, paura, la tipica domanda che ci si pone è “Ed ora, che si fa?”. Il tutto aggravato da un contesto sociale e lavorativo che spesso non soddisfa le aspettative in quanto caratterizzato da instabilità ed incertezza.

Eppure psicologi ed esperti dello sviluppo premono nel sottolineare i fattori positivi di questa crisi. Questo stato di ansia è infatti del tutto normale in quanto è proprio intorno ai 25 anni che si compie quella famosa rottura, da adolescenti si diventa adulti e si inizia a pensare concretamente al futuro.

Una fase delicata ma necessaria che, una volta conclusa, funge da vera e propria rinascita. Ma essenziale per questo passaggio è la nostra attitudine, la nostra predisposizione a guardare i momenti di crisi con un’ottica positiva.

Non lasciatevi divorare dalla paura, affrontate questi momenti come normali ostacoli lungo il percorso della vostra vita che vi porterà ad una maggiore consapevolezza e maturità.

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