Doppio premio Nobel per la Letteratura

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È stato assegnato il 10 ottobre il Nobel per la letteratura degli anni 2018 e 2019 rispettivamente agli scrittori Olga Tokarczuk e Peter Handke. L’assegnazione di due Nobel in un solo anno (unico precedente nel 1950) arriva dopo gli scandali per fuga di notizie, fondi irregolari e molestie sessuali che nel 2018 hanno colpito il fotografo e regista Jean Claude Arnault, marito di Katarina Frostenson, giurata dell’Accademia di Svezia. Il riconoscimento perciò lo scorso anno fu sospeso e rimandato a quest’anno.

Nell’anno in cui «tutti gli sforzi sono volti a ripristinare la credibilità dell’istituzione», come reso noto dalla Nobel Foundation, sono due insospettabili a vincere il riconoscimento massimo per la loro opera letteraria.
Olga Tokarczuk riceve il premio per la sua «immaginazione narrativa che con enciclopedica passione rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita».  Oltre che, per aver costruito i suoi romanzi «con una tensione tra aspetti culturali opposti: natura versus cultura, ragione versus follia, uomini versus donne». Mentre Peter Handke ottiene il Nobel «per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana».

Olga Tokarczuk

Nata a Sulechów, nella Polonia occidentale, il 29 gennaio del 1962, Olga Tokarczuk ha studiato psicologia a Varsavia. Scrittrice e poetessa tra le più note in patria, conquista la consacrazione internazionale con il romanzo I vagabondi. Vince così il Man Booker International Prize 2018 e arriva finalista al National Book Award. Autrice di diverse raccolte di poesie e vari romanzi, tra le sue opere pubblicate in Italia ricordiamo Guida il tuo carro sulle ossa dei morti (Nottetempo) e Nella quiete del tempo, con il quale ha vinto uno dei più prestigiosi riconoscimenti polacchi, il Premio della Fondazione Koscielski.

Peter Handke

Peter Handke, che ha ricevuto il Nobel per il 2019, è noto per vari e provocatori successi teatrali (Insulti al pubblico, 1966; Kaspar, 1968) e per alcuni romanzi (Breve lettera del lungo addio, 1972; Infelicità senza desideri, 1972, dedicato alla prematura morte della madre; La donna mancina, 1976), che lo hanno reso uno dei più importanti autori contemporanei.
Nato a Griffen, in Carinzia, il 6 dicembre 1942, Handke vive oggi a Chaville, nei pressi di Parigi. Oltre ai tanti romanzi, saggi e testi teatrali (la maggior parte tradotti anche in Italia sin dagli anni Settanta), Handke ha firmato la sceneggiatura di alcuni film con il regista Wim Wenders, tra cui spicca Il cielo sopra Berlino (1987). Tra i vari riconoscimenti sinora ricevuti, Peter Handke nel 2009ottiene anche del Premio Franz Kafka.

Eppure nel 2014 proprio Handke, in occasione dell’assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Patrick Modiano, dichiarò: «Modiano è davvero un autore notevole con un’opera unica», aggiungendo però che il riconoscimento, con la sua «falsa canonizzazione”» della letteratura, non porta nulla di buono. «Il Premio Nobel andrebbe finalmente abolito», disse, perché porta «un momento di attenzione, nelle pagine dei giornali», ma per la lettura non porta nulla.

Ad ogni modo,la propria inclusione nella rosa dei candidati al Nobel non ha lasciato indifferente Handke: «Certo che ti prende, ti infastidisce, e allora ti infastidisci con te stesso perché ci pensi: è una cosa così indegna e al contempo si diventa per un po’ se stessi indegni».

Olga Tokarczuk e Peter Handke sono attesi alla cerimonia di premiazione del 10 dicembre a Stoccolma.

                                                                                                   di Maria Rosaria Race

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