Dee mitologiche o modelle che indossavano creazioni Haute Couture degli stilisti siciliani al Tempio della Concordia ?

Il legame e l’amore per la loro terra d’origine, Dolce&Gabbana l’avevano lasciato trasparire sin dagli esordi della carriera, ma la sfilata d’Haute Couture autunno/inverno 2019 è stata una mera espressione dell’antico spirito e della loro cultura siciliana.

La scelta della location, infatti, non è usuale: il tempio della Concordia alla Valle dei Templi di Agrigento aveva già suggerito l’allusione all’antica mitologia greca.

Le 156 modelle hanno sfilato tra le colonne doriche del sito archeologico indossando abiti che rimandavano chiaramente alle dee Atena, Era, Afrodite, Artemide ed erano intrise da un velo di magia e potenza aulica: il mito ha preso vita lasciando così percorrere con la fantasia un viaggio sublime sia agli ospiti che ai 21 milioni di Followers su Instangram.

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Un Fashion Show che ha lasciato esterrefatti tutti per la fluttuanza e la dimensione aurea delle fogge vestimentarie e la forte reminiscenza al mito greco.

Autore di questa magia e scenografia unica è stato il maestro Giuseppe Tornatore, premio Oscar per il Nuovo Cinema Paradiso.

La location, gli abiti drappeggiati con corsetti, le statue greche sul capo delle modelle, le gonne in stile barocco, i calzari, le frecce dorate da Eros hanno conquistato ed atterrito tutti con stupore!

Tra le Muse che hanno calcato la passerella di Dolce&Gabbana non si possono non annoverare Bianca Balti e Isabel Fontana, ma anche una divinità storica della Maison conosciuta soprattutto per le sue collaborazioni con il duo siciliano “ Marpessa Hemick”.

Tra le tappe siciliane della grande sfilata, oltre Agrigento, i due stilisti hanno portato le loro creazioni anche a Sciacca e Palma di MonteChiaro: «Portare l’immagine della Sicilia in giro per il mondo e rievocare gli intramontabili miti della classicità che per secoli hanno continuato ad affascinare poeti, pittori e scultori» è l’obiettivo degli stilisti, come si legge in una nota.

 

La passerella che attraversa il tempio, non verrà smantellata, ma festeggerà i 2600 anni della fondazione di Akragas rimanendo aperta al pubblico.

Pertanto, “la forza inarrivabile di quei miti ha conquistato l’unicità dell’Alta Moda, proprio come la bellezza unica della Sicilia aveva sedotto l’immaginario dei Greci migliaia di anni fa”.

di Nunzia Gargiulo

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