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“Diete trendy”: quando le mode alimentari diventano un pericolo per la salute

Ludovica Palumbo 02/02/2025
Updated 2025/02/02 at 9:51 PM
5 Minuti per la lettura

Nonostante oggi abbiamo tutti accesso ad informazioni sempre più approfondite sull’ambito della nutrizione, molte persone continuano a considerare la dieta come un modo rapido per dimagrire, anziché come un autentico stile di vita equilibrato. E spesso dietro queste false percezioni si nascondono le cosiddette diete “alla moda” che, complici della rapida diffusione attraverso le piattaforme social e le testimonianze di personaggi pubblici, attirano un numero crescente di seguaci. Tuttavia, dietro la promessa di risultati rapidi ed efficaci, si nascondono spesso rischi significativi per la salute. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Serena Morra, biologa nutrizionista specializzata in nutrizione fisiologica e patologica.  

Il fenomeno delle “trendy diets” 

La falsa idea della dieta come “medicina per perdere peso”. Una dieta che promette risultati rapidi attraverso restrizioni estreme, attirando chi cerca soluzioni immediate per perdere peso. Le diete più in voga dell’ultimo periodo? La Coquette Diet, basata su un’estrema riduzione delle calorie, con un apporto alimentare minimo per ottenere un rapido dimagrimento; la Military Diet, che invece segue un regime ciclico di tre giorni a basso contenuto calorico, seguiti da quattro giorni meno restrittivi; la K-Pop Idol Diet, diffusa grazie alle star del K-Pop, la quale prevede scelte alimentari drastiche, come nutrirsi esclusivamente di mele o patate dolci per lunghi periodi. Per poi arrivare a quella che è forse la più nota, la dieta chetogenica, che, come spiega la dottoressa, “permette” una rapida perdita di peso grazie alla drastica riduzione dei carboidrati. Una dieta particolarmente apprezzata perché offre risultati visibili in breve tempo, che però non è adatta a tutti e può essere sconsigliata in determinate condizioni di salute. Diete troppo restrittive o non personalizzate non solo non garantiscono un risultato duraturo nel tempo, ma possono creare seri danni alla salute. 

I rischi per la salute delle diete estreme  

«Per essere sostenibile nel tempo, una dieta deve potersi adattare alle esigenze del singolo individuo. I regimi troppo restrittivi o non personalizzati possono provocare danni significativi alla salute compromettendo il funzionamento di organi vitali come l’intestino e lo stomaco, che sono i primi organi a risentire di questi rapidi cambiamenti» spiega la dott.ssa Morra Diete eccessivamente sbilanciate non solo per quanto riguarda i macronutrienti, ma anche i micronutrienti, portano con sé molteplici effetti boomerang sulla salute di chi le segue. Si parla di perdita di massa muscolare, problemi metabolici ed un intenso senso di affaticamento e spossatezza non soltanto a livello fisico ma anche psicologico. Così come un’automobile non può funzionare senza il giusto carburante, il nostro corpo ha bisogno di nutrienti essenziali per mantenersi in salute e attivo. Una carenza di questi elementi vitali equivale a non riempire a sufficienza il nostro serbatoio, che inizierà con il tempo a perdere efficienza. 

Mens sana in corpore sano 

Le diete promosse sui social media non sono pensate per il singolo individuo e spesso mancano di una reale personalizzazione. Ogni persona ha esigenze uniche ed è essenziale adottare un regime alimentare che rispetti queste caratteristiche. Per evitare danni alla salute, è fondamentale rivolgersi sempre a un professionista della nutrizione. È importante diffidare da regimi alimentari trovati su internet o pubblicizzati senza basi scientifiche per evitare di incorrere in danni irreversibili per la propria salute. Il primo segnale su cui bisogna porre attenzione, sostiene l’esperta, è la flessibilità della dieta stessa: «Una dieta, per poterla rispettare nel tempo, ha bisogno di potersi adattare alle esigenze sociali, psicologiche e fisiologiche. Se la dieta diventa sinonimo di privazione e restrizione non è salutare. E tutto questo può essere possibile solo affidandosi ad un professionista della salute». 

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