Un derivato del fungo shiitake utilizzato per ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia

Dott. Andrea Del Buono

Si è tenuto il 4 marzo a Modena il 2° Convegno di Oncologia Integrata  dal titolo “CANCRO, sopravvivenza, qualità di vita, guarigione: attualità tra oncologia medica istituzionale e medicina integrata”.

La medicina integrata in oncologia rappresenta ormai una realtà in Italia. Sempre più spesso, in ospedali pubblici e negli ambulatori, ai protocolli oncologici convenzionali si affiancano le medicine complementari: omeopatia, agopuntura, fitoterapia, approcci psicologici come la meditazione e altro ancora per offrire al paziente una proposta terapeutica che preservi anche la sua qualità di vita.

Il Convegno ha visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti a livello nazionale in questo campo che hanno sottolineato l’importanza di un approccio globale al paziente oncologico e ai suoi familiari, così come richiesto ormai anche dalle maggiori autorità sanitarie internazionali.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati più avanzati delle moderne terapie oncologiche, come l’immunoterapia, che hanno conseguito, in alcuni tumori, insperati vantaggi sulla sopravvivenza, e sono poi state presentate le relazioni sui risultati ottenuti da alcuni principi attivi maggiormente utilizzati nell’oncologia integrata.

Tra le novità dell’ evento la testimonianza di alcuni medici ammalati di cancro che hanno commentato le relazioni scientifiche presentate, seguendo lo stile del Network Medico Cura Te stesso, ovvero di un percorso che non distingue più il medico dal paziente ma anzi lo integra come il miglior counselor ed il miglior testimone delle nuove possibilità terapeutiche della medicina oncologica.

L’altra novità di questo Convegno è stata quella di consentirne l’accesso a tutte le categorie dei caregivers oncologici (medici, farmacisti, psicologi, biologi, nutrizionisti, infermieri, etc.) ma anche ai pazienti e/o ai loro familiari, creando un crogìolo di soggetti interessati al pianeta cancro, considerando anche il costante adeguamento culturale della popolazione reso possibile anche dal livello divulgativo scientifico, del web, accessibile a tutti.

Questa  esigenza di aggiornamento e di confronto è stata richiesta anche nel contesto di un altro Network, quello del Secondo Parere (http://www.networksecondoparere.it/), elaborato da un gruppo di ricerca dell’Università di Modena. Da un’indagine statistica è emerso che i medici, quando si ammalano di patologie rilevanti, cercano altri pareri proprio come fanno i cittadini non medici, che, solitamente, consultano il web trovandovi le informazioni più disparate ed imbattendosi nella” Sindrome di Babele del Web”.

Da questa ricerca è risultato che il 45% dei medici preferiscono cure non convenzionali, cure erboristiche naturali, per malattie proprie o dei loro familiari rispetto a farmaci e terapie di sintesi chimica.

Fra gli illustri relatori intervenuti al convegno, anche il casertano Dott. Andrea Del Buono, esperto nazionale in Nutrigenomica e Farmacogenomica che ha presentato i risultati di una sua ricerca sulla “Gestione e trattamento della sarcopenia in 50 pazienti in trattamento chemioterapico con AHCC: presentazione di casi/controllo”.

«La malnutrizione – spiega Del Buono – è un problema ricorrente nel malato oncologico, in grado di condizionarne la prognosi e l’aderenza ai protocolli terapeutici. Risulta dunque indispensabile una valutazione dello stato nutrizionale precedente agli interventi terapeutici, nonchè in itinere, per attestare l’eventuale presenza di cachessia, carenze manifeste e subcliniche. Gli Alfa e β-glucani provenienti dai miceti (Lentinani) sono stati usati come supporto terapeutico
per migliaia di anni nella cultura orientale. Active Hexose Correlated Compound (AHCC) è una molecola ricca di alfa-glucano derivato dal micelio del fungo shiitake (Lentinula edodes) con attività antiossidanti, antinfiammatorie e immunomodulanti, oltre che antiproliferative. AHCC vanta molteplici studi pubblicati su riviste Internazionali specializzate che ne suggeriscono l’integrazione alla dieta per sostenere il sistema immune e favorire la riduzione degli effetti collaterali dovuti alla chemioterapia. Sono stati valutati 50 pazienti presentatisi presso il nostro studio, con diagnosi di adenocarcinoma e malnutrizione, in corso di terapia radio-chemioterapica. A tutti i pazienti è stata somministrata una terapia alimentare e una dose di AHCC . Nell’ 80% dei soggetti non è stata rilevata progressione della malnutrizione/cachessia neoplastica, in concomitanza invece di un aumento della massa cellulare attiva (BCM)».

di Girolama (Mina) Iazzetta