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David di Donatello 2021, cinema pandemico

Redazione Informare 04/06/2021
Updated 2021/06/04 at 5:01 PM
3 Minuti per la lettura

Un lettore assiduo potrà ricordare che l’anno scorso i toni del mio pezzo sui David erano stati molto speranzosi. Parlavo di cinecomic come “5 è il numero perfetto”, colossal come “Il Primo Re”, “Il Traditore”, “Martin Eden” e “Pinocchio”, cinema di minoranze come “La dea fortuna” e “Bangla”. Quest’anno è stato un po’ diverso.

I film più quotati di questa tornata, “Hammamet” di Gianni Amelio, “Tolo Tolo” di Checco Zalone, “Favolacce” dei Fratelli d’Innocenzo, o “Figli” di Giuseppe Bonito, sono tutti precedenti alla pandemia, e non regalano, per così dire, grandissime sorprese. “Hammamet” appare come il tentativo di ricreare la magia de “Il Traditore” con il suo camaleontico Favino: è una lettura intima di uno dei più importanti trampolieri della Prima Repubblica, ma non arriva ai livelli di “Loro” di Sorrentino. “Tolo Tolo” continua la svolta di Checco Zalone verso temi sociali, ed è stato un ottimo campione di incassi. “Favolacce” è stato molto divisivo sia nella critica che nel pubblico, e prospetta una carriera interessante ai d’Innocenzo. “Figli” ci viene, con sorpresa, da una delle penne di “Boris”, e contiene la nuova ottima interpretazione di un altro camaleonte, Valerio Mastandrea.

No, le sorprese sono venute dai film usciti durante il periodo pandemico. Film coraggiosi come “Non odiare”, che con un sorprendente Alessandro Gassman attacca la rinascita fascista e antisemita che sta vivendo in Italia e al contempo esamina il paradosso nietzscheiano del combattere i mostri. Film coraggiosi come “Miss Marx”, che ci porta la storia di Eleanor Marx, la figlia di Karl Marx, una delle figure più importanti del femminismo e del comunismo britannico. “La vita davanti a sé”, una storia di amicizia intergenerazionale e intersezionale che ci regala l’inaspettato e trionfale ritorno di Sofia Loren, a cui va il David per Miglior attrice protagonista.

Ma uno dei più coraggiosi, sia in senso di tematiche che di operazione commerciale, è stato il film vincitore di questa tornata. “Volevo Nascondermi” di Giorgio Diritti, ha fatto incetta di David. Miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior autore della fotografia, miglior acconciatore, miglior suono. La storia di Antonio Ligabue, il Van Gogh italiano del primo Novecento. Qui spadrona un altro attore camaleontico ancora, forse quello definitivo della sua generazione, Elio Germano. Un film che non ha ottenuto grande successo al botteghino, ma uno dei più meritevoli di essere visti, perché recupera una storia davvero poco conosciuta.

di Lorenzo La Bella

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE 

N°218 – GIUGNO 2021

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