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Cuore di Napoli: senso di appartenenza e comunità

Updated 2026/04/15 at 3:51 PM
5 Minuti per la lettura

Tutti almeno una volta abbiamo visto o fotografato per la città il Cuore di Napoli, ma sapete come nasce quest’opera? Si tratta di un progetto ideato dalla Scuola delle Nuove Tecnologie dell’Arte, dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, e nasce nel 2014. La Scuola si distingue per un metodo ed una didattica transdisciplinare e trasversale tra le varie discipline: dalla collaborazione tra teoria e pratica, nasce l’obiettivo di formare dei giovani artisti che abbiano la possibilità di lavorare concretamente alla realizzazione di un progetto, regalando loro una nuova visione del mondo del lavoro. 

LA PERIFERIA DI SENSO 

Con Franz Iandolo, coordinatore del corso, ed altri 7 professori accompagnati da circa 150 studenti, “Cuore di Napoli” vive non solo nei laboratori della scuola, ma anche nelle strade della città. Tra i punti chiave di del progetto c’è sicuramente il concetto di periferia di senso. Cosa si intende per quest’ultimo? Le periferie di senso sono proprio quei quartieri che, anche se si trovano al centro della città, soffrono di una marginalità economica e sociale e di conseguenza anche culturale. Due delle edizioni del format Cuore di Napoli sono state realizzate proprio in una periferia di senso, ovvero i Quartieri Spagnoli, che ad oggi vivono di un turismo sempre più intenso e che fino a qualche anno fa soffrivano di un’esclusione non indifferente. 

Qual è il legame tra il format e le periferie di senso? Lo scopo di “Cuore di Napoli” è proprio quello di sviluppare un senso di appartenenza attraverso la conoscenza della comunità del posto. I ragazzi e le ragazze della Scuola delle Nuove Tecnologie dell’Arte si avvicinano a questi territori non per snaturarli, ma per far emergere l’identità di questi luoghi attraverso i loro frammenti d’opera. Gli studenti si interfacciano non solo con i cittadini di ogni luogo scelto per le loro installazioni artistiche, ma anche con i negozianti, associazioni e con chiunque faccia parte della comunità ed abbia voglia di creare un senso di appartenenza. 

Quello che il progetto vuole promuovere è la cura del territorio. Napoli è una città viva, in continua evoluzione e piena di ragazzi che “hanno fame” e che hanno voglia di valorizzare il capoluogo. Il valore culturale di Napoli è altissimo, quello che può produrre attraverso la collaborazione di tutti è grandioso e l’associazione Cuore di Napoli lo sta dimostrando. I professori e gli studenti della Scuola di NTA non hanno la presunzione di cambiare le cose secondo il loro criterio di “migliore”, ma si propongono semplicemente come acceleratori attraverso i DEA (Dispositivi Estetici Acceleranti) che possano alimentare il senso di comunità. 

CUORE DI NAPOLI: UN PROGETTO PER IL MONDO 

Il riscatto dell’identità partenopea non è quindi un lavoro fatto di una strada a senso unico e continua a crescere grazie alla collaborazione di tutte le persone che compongono non solo l’idea, ma anche il luogo in cui si sceglie di metterla in atto. Cuore di Napoli non è solo per i napoletani che abitano a Napoli, lo è anche per i napoletani nel mondo, creando un legame che si estende per tutto il globo. Alcuni dei frammenti d’opera si trovano in Francia, Svizzera ed addirittura in Giappone, permettendo così ad un partenopeo lontano di sentirsi sempre a casa attraverso un semplice “atto d’amore”. Immaginare un napoletano all’estero, magari trasferitosi per necessità lavorative, che passeggiando trova questo frammento d’opera, è un’emozione che racchiude il senso di tutto il progetto. Cuore di Napoli nasce proprio per questo, per connettere le persone al proprio territorio di appartenenza con la speranza di creare un senso di comunità sempre più forte.  

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