Il Comicon 2025 di Napoli ha fatto tremare i viali della Mostra d’Oltremare. Dal 1° al 4 maggio, Napoli è diventata capitale italiana — e forse europea — della cultura pop, accogliendo un fiume di visitatori: oltre 175.000 persone, più di quante la struttura sembrasse riuscire ad abbracciare. Un colpo d’occhio travolgente, un’ondata di entusiasmo e passione che ha superato ogni previsione.
Passeggiare tra i padiglioni è stato come entrare in un mondo parallelo, dove ogni angolo racchiudeva un universo diverso: chi cercava gli ultimi volumi manga, chi si lanciava in sessioni di gioco, chi inseguiva l’autografo di un autore che lo accompagna fin dall’adolescenza. La sensazione? Di trovarsi in una sorta di carnevale permanente, ma con più luci LED e meno coriandoli.
Il Comicon di Napoli tra fumetti, motori e sfide digitali
Tra le novità che più hanno fatto parlare di sé, c’è stata la monoposto di Formula 1 guidata da Liam Lawson, esposta come una reliquia futuristica nel cuore dell’area motori. Lì, accanto al rombo silenzioso del carbonio, si respirava l’incrocio perfetto tra velocità e immaginazione.
Non da meno è stato il settore eSports, che ormai ha smesso di essere una “curiosità” per diventare un protagonista fisso. I tornei hanno richiamato centinaia di spettatori, incollati agli schermi per seguire scontri digitali che, per tensione, non avevano nulla da invidiare a una finale di Champions League. C’erano anche genitori che guardavano incuriositi, forse per la prima volta realizzando che “videogiocare” non è più (solo) un passatempo da cameretta.



Cosplay: un’arte che racconta storie
Ma se c’è qualcosa che al Comicon resta impareggiabile, è la parata spontanea di cosplayer che trasforma ogni corridoio in un set cinematografico. Quest’anno si sono visti centauri demoniaci, principesse anime, eroi cyberpunk e personaggi impossibili da definire ma straordinari da osservare. Alcuni passavano ore a sistemare l’armatura in plastica termofusa, altri si muovevano con naturalezza in costumi complessi come se fosse la loro pelle. E forse lo è, almeno per quei quattro giorni.
I bambini hanno avuto il loro spazio nella Cosplay Challenge KIDS, e i loro occhi quando venivano chiamati sul palco meritavano un posto fisso in ogni memoria fotografica.
Ospiti del Comicon di Napoli 2025 da standing ovation
A rendere il Comicon un evento unico, come sempre, sono stati gli ospiti. E quest’anno il livello è stato davvero altissimo: da Shin’ichi Sakamoto, il raffinato autore giapponese di Innocent, al maestro Boichi, che ha regalato live sketch da brivido; da Scott Snyder, penna di Batman, fino a Darick Robertson, co-creatore di The Boys.
Anche il mondo italiano si è fatto sentire: Zerocalcare ha riempito ogni spazio disponibile, Mirka Andolfo è stata accolta come una star del pop, mentre Max Pezzali ha toccato corde nostalgiche che andavano ben oltre i fumetti.
E poi c’erano The Jackal, Lillo, Frank Matano, e le anteprime di serie TV come Il Baracchino e Pesci Piccoli. In quei momenti, Napoli sembrava non solo ospitare la cultura pop, ma esserne il cuore pulsante.
Il rovescio della medaglia
Nonostante la magia, non tutto ha funzionato come avrebbe dovuto. Mentre i riflettori erano puntati sugli eventi, dietro le quinte si muoveva una realtà ben più grigia. I controlli dell’Ispettorato del Lavoro hanno fatto emergere un dato amaro: 83 lavoratori in nero su 380 posizioni controllate. Un numero difficile da ignorare, soprattutto in un evento che si propone come inclusivo e attento.
Sono state sospese 22 attività e comminate multe per oltre 260.000 euro. Fa pensare che dietro le maschere e i riflettori, ci sia ancora chi lavora senza tutele, spesso invisibile agli occhi dei fan.
Il rischio è che la manifestazione, pur bella e coinvolgente, resti incastrata in una contraddizione: celebrare la fantasia senza garantire giustizia a chi lavora per renderla possibile.
Comicon: un festival da amare e migliorare
Il Comicon 2025 ha portato Napoli al centro del mondo pop, unendo generazioni e mondi diversi in una gigantesca festa condivisa. È stato emozione pura per chi ama storie, immagini, giochi e personaggi che ci fanno evadere dalla realtà — o affrontarla con occhi nuovi.
Ma il vero salto di qualità sarà quando, accanto a creatività e passione, ci sarà anche equità. Perché un festival così grande merita di essere anche giusto. E se c’è una cosa che il mondo del fumetto ci ha insegnato, è che ogni eroe — prima o poi — deve fare i conti con la realtà.
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