Il Presidente Giuseppe Conte, ha comunicato al consiglio dei ministri la designazione di Paolo Gentiloni come  membro della commissione europea. L’ex Premier sarà probabilmente il nuovo commissario agli affari economici, sostituendo cosi il francese Moscovici.

La nomina di Gentiloni è il primo atto eseguito dal nuovo governo, che ha optato su una figura di esperienza e fortemente europeista. La nomina rappresenta anche la linea dell’ esecutivo sui temi esteri e le politiche europee: affidare il portafoglio della commissione Europea a Paolo Gentiloni è un chiaro segno di discontinuità dalle politiche dello scorso governo. L’ex premier ha manifestato tutta la sua gioia attraverso un tweet, nel quale ha dichiarato: “Amo l’Italia e l’Europa e sono orgoglioso dell’incarico ricevuto. Ora al lavoro per una stagione migliore”.

Il neo commissario avrà il compito di recuperare i rapporti con Bruxelles, nel tentativo di restare in primo piano nelle future manovre della commissione.

 La carriera politica.

Paolo Gentiloni è un politico di esperienza,  che ha ricoperto ruoli di grande rilevanza. La sua carriera politica entra nel vivo quando nel 2001 si candida e viene eletto alle elezioni politiche con le liste Democrazia e libertà- la Margherita, di cui è stato uno dei fondatori. In questa legislatura viene nominato anche  Presidente della commissione vigilanza Rai.

La sua carriera politica si arricchisce ulteriormente quando alle consultazioni politiche del 2006 viene rieletto alla Camera dei deputati, e riceve dal Presidente del Consiglio Romano Prodi l’incarico di Ministro delle comunicazione. Durante il suo mandato da Ministro viene ricordato per l’adeguamento della legge Gasparri alla normativa UE (direttiva televisione senza frontiere).

Nel 2007, Paolo Gentiloni è stato uno dei 45 fondatori del Partito Democratico, con quest’ultimo nel 2008 viene nuovamente eletto al parlamento. L’esperienza nel settore della comunicazione e delle  tecnologie, lo porta nel 2009 a ricoprire il ruolo di Presidente del forum ICT (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione).

L’ex Ministro nonostante i numerevoli incarichi è sempre stato attivo nella vita del suo partito, ascoltando spesso voci fuori dal coro e correnti diverse da quella della segreteria, cercando sempre la mediazione e mai la disgregazione. Una delle pagine meno conosciute della carriera politica di Gentiloni è sicuramente la candidatura alle primarie del centrosinistra con l’appoggio dei renziani, per le elezioni a Sindaco di Roma, dove però non riscuote grande successo.

Nel 2014 Gentiloni riceve la nomina di Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, entrando cosi nella squadra di governo di Matteo Renzi. In questo scenario ha avuto un ruolo di intermediario nelle tensioni tra Libia e Siria e i disordini con la Russia.

L’apice della carriera politica di Paolo Gentiloni arriva con le dimissioni del premier uscente Matteo Renzi, che dopo la batosta ricevuta con la sconfitta al referendum costituzionale si dimette. Dopo numerose diatribe tra le forze politiche e discrepanze nei partiti, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli affida l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il suo mandato è stato particolarmente loquace, caratterizzato della pressione dell’opposizione dalle discrepanze del suo partito che appare fin da subito diviso nelle sue diverse correnti che però non portano alla coesione sui temi approvati dal Governo Gentiloni come: l’approvazione del Rosatellum, i voucher e il codice Minnniti. L’esperienza di governo è terminata del 2018 al termine della legislatura.

Dal 5 Settembre 2019 ricopre il ruolo di Presidente del Partito Democratico.

di Stefano Errichelli

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