Junior Domitia: attraverso gli occhi del numero 23!
Aggiornamenti sulla nostra amata Junior Domitia, continuando così il nostro viaggio all’interno della squadra, per conoscere al meglio i calcettisti azzurri. Questi ultimi ci rivelano curiosità interessanti, passioni e un attaccamento alla maglia che spesso va anche al di fuori del contesto sportivo. Parliamo di Alessandro Palumbo il numero 23.
I nostri lettori ti conoscono solo ora, chi è Alessandro?
«Sono un “ragazzo” di 32 anni che vive di calcio. Lavoro come istruttore in una scuola calcio di Caserta, alleno le leve 2009 e 2007 in campo a 11. Amo la musica e in particolar modo mi piace suonare strumenti a percussione (djambe e cajon su tutti)».
Che ruolo hai in squadra?
«Parlando di tattica, sono un giocatore universale, il mister mi adopera come laterale ma all’occorrenza mi ha fatto giocare anche come centrale difensivo. Per quanto riguarda il mio ruolo all’interno dello spogliatoio invece, cerco sempre di dare una mano e di spronare i ragazzi più giovani essendo uno dei più “anziani” del gruppo».
Come ti avvicini al calcio e in particolare al Calcio a 5?
«Mi sono avvicinato al calcio all’età di 12 anni, dopo una breve esperienza nel ciclismo, facendo tutto il settore giovanile per poi approdare nelle prime squadre dei paesi limitrofi a dove abito. 10 anni fa conobbi un allenatore molto bravo, (oggi è il presidente della scuola calcio dove lavoro), che mi propose di iniziare questa disciplina. Ad oggi posso realmente dire di essere stato fortunato ad accogliere in maniera positiva questo suo invito, per le esperienze vissute e per le persone che ho conosciuto».
La scorsa vittoria è stata trionfale, come lo è stata la tua esultanza nel baciare la maglia. Raccontaci meglio come è andata
«L’ultima partita è andata alla grande, abbiamo conseguito una vittoria importante in chiave classifica, ma soprattutto abbiamo fatto un grande lavoro collettivo. La mia esultanza è un po’ il manifesto del gruppo, ho indicato lo scudo del team e ho abbracciato il presidente che è sempre il nostro primo tifoso ed estimatore».



















