Caserta dal basso: quando i cittadini riqualificano 

Paolo Cutillo 09/09/2025
Updated 2025/09/08 at 1:25 PM
5 Minuti per la lettura

A Caserta qualcosa di silenzioso ma potente sta cambiando il volto della città. Sono due storie parallele, nate lontano dalle stanze della politica, partite dal basso e messe in moto da cittadini determinati. Da un lato c’è Villa Giaquinto, prima chiusa, degradata e dimenticata, poi diventata uno spazio vivo grazie all’impegno di un gruppo spontaneo di abitanti: il Comitato per Villa Giaquinto. Dall’altro lato c’è l’ex Macrico, una vasta area verde rimasta sigillata per anni che ha riaperto prepotentemente grazie all’azione di Caserta Film Lab e alla rassegna Macrico Ritrovato. 

Un laboratorio collettivo

Villa Giaquinto è stata strappata al degrado nel gennaio 2016, quando un centinaio di residenti e studenti hanno deciso di entrare, pulire, rimettere in piedi panchine e giostrine, come un atto di riappropriazione concreta. Quell’iniziativa ha portato, nel giugno 2017, al primo patto di collaborazione ufficiale con il Comune di Caserta: la gestione condivisa del parco è diventata realtà. A pochi cittadini è stato affidato l’accesso quotidiano tramite le chiavi – un gesto simbolico e sostanziale di fiducia. 

Da quel momento, Villa Giaquinto è diventata un laboratorio urbano collettivo. Tra le iniziative più sentite, c’è la rassegna di cinema all’aperto organizzata da Caserta Film Lab insieme al Comitato: nata con il nome Cinema in Erba, è cresciuta nel tempo fino a trasformarsi, dall’anno scorso, nella Sagra del Cinema. È gratuita, autofinanziata, e mette insieme film con temi sociali, presentazioni di libri e dibattiti, in una festa sotto le stelle aperta a tutti. L’edizione del 2024 ha attraversato il tema del sogno, con titoli come ‘C’eravamo tanto amati’ e ‘Armageddon Time’, attirando centinaia di persone nel parco riqualificato. Questa forma di “cinema di comunità” è sostenuta dalla collaborazione spontanea della città: volontari, piccoli sostenitori, associazioni locali. 

Il silenzio diventa comunità

A pochi passi, l’ex Macrico – un’area di circa 33 ettari – è rimasto chiuso per decenni. Nel 2023, però, essa è stata resa accessibile grazie a un’alleanza tra la Diocesi di Caserta, il Comune e la Fondazione Casa Fratelli Tutti, inaugurando il festival Laudato Si’, all’interno del progetto “Da Campo di Marte a Campo della Pace”. Da allora, l’area è tornata ad essere vissuta dai casertani, ed è stata rilanciata con la rassegna Macrico Ritrovato, organizzata dall’associazione Caserta Film Lab.

Film, riflessioni su ambiente, spiritualità, intelligenza artificiale e società, musica, incontri pubblici e momenti di riflessione: un appuntamento che ha trasformato un prato chiuso in un luogo di partecipazione attiva e dialogo sociale. In entrambe le storie si respira la stessa idea: luoghi abbandonati tornano ad appartenere alla città non grazie a fondi enormi o a grandi gesti, ma per la volontà di trasformare il silenzio in comunità. Le gesta dei volontari, le assemblee pubbliche, l’organizzazione di eventi autofinanziati: tutto coniuga cultura e cura dello spazio comune. Il cinema diventa pratica sociale, incontro, scambio, narrazione condivisa. Non vetrina, ma azione concreta.

Guardando Villa Giaquinto e l’ex Macrico, ci si accorge che la vera politica – quella capace di rigenerare la città – non è né nel consiglio comunale né nei comunicati stampa. È nei fili di luce tra gli alberi, nei libri sottosopra dopo una proiezione, nei murales sulle mura, negli orti comunitari, nella raccolta delle arance che diventa marmellata utile a mantenere il parco. È nei gesti di cura quotidiana che costruiscono senso collettivo, non perché obbligati, ma perché scelgono di esserci. Caserta, oggi, non è solo la Reggia o il palazzo vuoto degli assessorati. È una città che sta trovando la sua politica dentro gli spazi aperti, nei progetti costruiti insieme, nelle relazioni che nascono attorno a un telo bianco o a un prato riaperto. È una città che resiste, esiste, vive.

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