Carovita Inflazione Aumento prezzi

Carovita: aumentano i prezzi dei beni di prima necessità

Redazione Informare 13/02/2022
Updated 2022/02/13 at 6:45 AM
2 Minuti per la lettura

Pasta, pane, pesce, carne, frutta e verdura: ecco quanto costa vivere al giorno d’oggi

Il caro-energia ha provocato un effetto domino con conseguenze disastrose riversatesi nella vita di tutti i giorni. Carovita vuol dire che sopravvivere ha un prezzo e questo prezzo è sempre più alto. Pane, pasta, carne, pesce, frutta verdura: i beni di prima necessità costano e il loro prezzo valore è aumentato a causa proprio di quel rincaro energetico necessario per la produzione.

Ecco a voi un esempio concreto di quanto appena detto:

oggi un chilo di pasta, che a settembre costava 1,10 euro presso la grande distribuzione, viene proposto a 1,40 euro e per fine gennaio si stima che il prezzo possa arrivare a 1,52 euro(+38%).

Riccardo Felicetti di Union-Food Confindustria ha spiegato che a causare principalmente l’impennata dei prezzi della pasta è l’aumento del costo del grano duro sui mercati internazionali, dovuti anche alla siccità dei raccolti in Canada e negli Stati Uniti, e dalla diminuzione dell’export russo. A ciò va aggiunto anche il caro luce e gas.

Stesso discorso per il pane e per i prodotti da forno. Le farine, ad esempio, hanno subito un aumento del 38%. La crescita dei prezzi è stata riscontrata ovunque: si va dai 4,25 euro al chilo di Milano fino ai 4,68 euro di Bologna. «Ogni panificio decide se aumentare o meno i prezzi. Finora noi abbiamo tenuto il prezzo fermo attorno a 4,40 euro al chilo, ma gli aumenti dei costi non sono più sostenibili», ha dichiarato Benvenuto Pagnani, vicepresidente di Assopanificatori- Confesercenti, come riportato da La Nazione.

Il carovita riguarda anche altri beni al consumo come pesce, carne e verdure. Secondo i dati Ismea, già nel 2021, il prezzo del pesce fresco è salito del 19,6%, mentre quello del prodotto ittico surgelato del 17,7%. Aumenti si sono registrati anche per il pesce affumicato, salito del 10,6%. Quanto alle verdure, i prezzi sono cresciuti del 3,6%. Così come per la carne, le uova ed il latte.

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