Bord de Mer: ai Magazzini Fotografici la mostra di Gabriele Basilico

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Gli scatti poetici della costa francese per la mostra di Gabriele Basilico ai Magazzini Fotografici di Napoli

Inaugurata la mostra fotografica Bord de Mer ai Magazzini Fotografici, che propone gli scatti di Gabriele Basilico. Raccontano il suo magnifico contributo alla DATAR (Délégation à l’Aménagement du Territoire et l’Action Régionale), accompagnati in questa esposizione da due video: il primo legato al progetto del 1991 di documentazione delle devastazioni nel centro della città di Beirut, il secondo girato durante alcuni incontri a Napoli all’Archivio Fotografico Parisio, insieme a Mimmo Jodice. La Missione Fotografica della DATAR sull’identità geografica della Francia è stata la più grande committenza pubblica realizzata nella storia della fotografia tra il 1984 e il 1985. E Gabriele Basilico vi partecipa come unico italiano, in un gruppo di 20 fotografi.
L’esperienza per questo progetto inizia dal sopralluogo: Basilico viaggia in auto lungo le coste della Normandia, con una piccola macchina fotografica al seguito, programmando di tornare e scattare con il banco ottico. Come spesso racconterà, l’incontro con i luoghi è il primo passaggio da compiere nella fotografia di architettura per poi ritornare più volte, metabolizzare, guardare e riguardare il paesaggio e, infine, scattare.
Alla fine del primo sopralluogo, lungo 400 km in Normandia, decide di circoscrivere l’indagine al solo territorio che va dal confine con il Belgio da Bray-Dunes fino a le Mont Saint Michel.

In questi scatti, il fotografo si allontana dalla razionalità dei lavori precedenti, dal rigore dei “Ritratti di fabbriche milanesi del 1978-1980”, per approdare verso una nuova esperienza nella quale lo sguardo segue un tempo più lento.
Lo “sguardo lento” tenta di azzerare ogni soggettività fotografica e conduce verso l’oggettività delle immagini, in un equilibrio sottile tra la volontà del fotografo di far predominare il suo pensiero e le sue sensazioni, e la necessità di lasciar parlare il paesaggio, i suoi cambiamenti, le varie destinazioni d’uso che si sono succedute. Provando a farlo senza condizionamenti.
«Quello che serve per diventare un fotografo paesaggistico» è un viaggio interiore. E nei sei mesi della DATAR Basilico potrà affrontare con calma l’osservazione delle architetture e delle vicende umane della costa lungo il mare, per toccare una nuova visione del paesaggio. Descriverà porti, spiagge, piante e scogliere a picco sul mare, illuminati da una luce quasi pittorica.
Le atmosfere, i cieli carichi di nuvole, sembreranno quasi attraversati da pennellate di colore. Questi scatti durante la missione diventeranno una mostra a Parigi nel 1985 al Palais de Tokyo accompagnata da un catalogo nel 1990 giunto al momento alla quarta edizione con l’editore Contrasto. «A chi mi ha insegnato a sognare, prima di tutto»: con queste parole Basilico introduce alla lettura della seconda edizione del catalogo Bord de mer, nel 1992.
Gabriele Basilico, lavora sulla sua stessa percezione della fotografia, indaga sulla necessità di ricreare un paesaggio, nel senso più ampio di ricreare una cultura del paesaggio, uscendo fuori dai bordi della foto. In questa accezione alla fotografia, lontana dalla mera registrazione di una realtà, viene richiesto di approdare alla creazione di un’immagine dei luoghi «non solo come oggetti d’uso, ma come supporti di valori culturali».
La mostra sarà visitabile fino al 1° novembre 2020.

di Mina Grasso

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°207
LUGLIO 2020

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