Benvenuto Elliot Page – La rappresentazione conta

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In data 1 dicembre 2020, a una decina di giorni dal passato Transgender Day of Remembrance (giorno di veglia per le vittime della violenza transfobica), la star di Hollywood Elliot Page (Juno, The Umbrella Academy) ha fatto coming out come uomo transgender e nonbinary con post sui propri social.

In questi post Page dichiara che il suo nome è in realtà Elliot, e i suoi pronomi sono lui/loro, offrendo gratitudine alle persone che l’hanno supportato e lo supportano nel percorso di transizione e alle migliaia di attivisti e persone normali della comunità trans che l’hanno portato a trovare il coraggio di fare coming out a propria volta.

Continua poi rimarcando le enormi difficoltà che la comunità trans deve affrontare quotidianamente, dalle 40 vittime di omicidio transfobico (per la maggior parte persone di colore) nel solo 2020 alle decine di demagoghi che tentano di criminalizzare lo stesso essere trans in giro per il mondo (e potremmo citarne fin troppi anche solo di quelli attualmente al potere, da Trump e Bolsonaro dall’altro lato dell’Oceano a Duda e Orban qui in casa nostra, in Europa). Ammette poi di godere comunque di privilegi essendo ricco e bianco, ma promette di unirsi alla causa e fare tutto ciò in suo potere per dare ancora più voce alla community.

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E così, ecco Elliot Page. Page, dobbiamo ricordare, è già stata in passato attivista: contribuì al movimento #MeToo, testimoniando di essere stato vittima di outing da parte del regista Brett Ratner sul set di X-Men: Conflitto Finale a soli 18 anni; identificandosi da sempre come femminista a sostegno dell’aborto (tema bollente negli ultimi anni in Europa ma già più bollente al tempo in un paese semi-fondamentalista come gli USA); e co-dirigendo nel 2019 There’s Something in the Water, documentario che tratta di come la distruzione dell’ambiente ad opera degli interessi delle multinazionali danneggi prevalentemente paesi e comunità poveri e a maggioranza di colore.

Ci tengo a rimarcare l’importanza del coming out di Page. Il solo fatto di avere un attore protagonista transgender in una serie a così alto profilo e seguitissima nel demografico teen come The Umbrella Academy di Netflix (tratta dall’omonimo fumetto del cantante dei My Chemical Romance Gerard Way, a sua volta nonbinary) servirà a mostrare ai giovani e ai ragazzi ancora in principio di formazione che le persone trans esistono e sono esattamente come loro.

Sembra scontato, quasi una predica? Forse, ma quando metà del Parlamento invoca sempre meno tutele per la comunità LGBT+ (e quella trans in particolare) in aula e la criminalizzazione in piazza, quando le persone trans devono tutt’ora subire ogni giorno discriminazioni che possono andare dalla più piccola frecciata (lo stesso Page è stato vittima e bersaglio di battute, insulti e commenti transfobici in seguito al suo coming out) all’esclusione dal posto di lavoro, anche la più piccola cosa conta.

Un nome famoso può aiutare a normalizzare ciò che ancora troppe persone temono e odiano per ignoranza, come in passato fecero David Bowie o Freddie Mercury per la bisessualità e l’androginia. E soprattutto, può aiutare quelle migliaia di giovani ragazzi e ragazze trans che ancora hanno troppa paura a fare coming out (proprio per i motivi sopra abbondantemente citati) a trovare il coraggio di riuscirci.

Benvenuto, Elliot Page. Hai abbattuto un’altra barriera.

di Lorenzo La Bella

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