Informareonline-168196-2

Barcellona-Napoli: azzurri cavalieri senza macchia e paura

Pasquale Di Sauro 17/02/2022
Updated 2022/02/17 at 10:48 PM
5 Minuti per la lettura
Minuto 28. Aubameyang approfitta di un’indecisione di Rrahmani, l’attaccante del Barcellona serve su un piatto d’argento l’ assist perfetto a Ferran Torres che incredibilmente spara alto. Minuto 29. Napoli in vantaggio.
Provare per credere, anzi chiedere per credere. Domanda secca: gol sbagliato? Gol subito. È questo ciò che risponde un tifoso, un appassionato, o semplicemente chi conosce le regole del gioco. Ma più che una regola è una legge, precisamente una “dura legge del calcio”.

La partita in una delle case del calcio mondiale, lo stadio Camp Nou, ruota tutta intorno a questi centoventi secondi. Zielinski servito meravigliosamente da Elmas prima calcia colpendo Ter Stegen, poi ribadisce in rete, ribadendo che il Napoli c’è e che questa non è una gita turistica nella città di Gaudì con allegati 5mila e più tifosi partenopei sulle tribune (mandati in orbita proprio dal gol del polacco). I padroni di casa ci mettono un po’ a capirlo, riescono anche a mettere le cose a posto ma è grazie all’occhio meccanico. È il VAR infatti – e solo lui poteva – ad accorgersi all’ora di gioco della deviazione microscopica di Juan Jesus che in area tocca il pallone con la mano. Penalty: dal dischetto Ferran Torres riesce a fare l’unica cosa buona della sua partita, spiazzare Meret dagli undici metri e pareggiare i conti.

Si è vero, momento delicato in casa blaugrana, periodo di rifondazione dopo Messi (per i tifosi catalani equivale al D.C.) ma se si legge l’undici titolare, più riserve e senza contare gli indisponibili, solo i nomi incutono timore, o per i più coraggiosi, rispetto assoluto. Se metti piede al Camp Nou sai già che dovrai soffrire e certamente non poco. Il Napoli lo fa ma non abbassa mai la testa, dimostra di conoscere gli avversari e se stesso, il primo tempo lo chiude addirittura in vantaggio e poco importa se il possesso è stato quasi sempre degli avversari. Mister Spalletti in Spagna dimostra ancora una volta che i compiti li sa fare: la trappola per Adama Traoé è ben preparata, la fa scattare Juan Jesus terzino sinistro adattato con la speciale collaborazione di capitan Insigne. Risultato? L’ala blaugrana nei primi quarantacinque su 16 passaggi completati, 9 sono all’indietro, nel secondo tempo, sostituito.

Ma è proprio il cambio del neo acquisto di gennaio del Barca a creare i maggiori problemi alla difesa partenopea. Entra il contestato, separato in casa, Dembélé che sente subito i fischi del suo pubblico – il calciatore lascerà il club a giugno – e si ricorda di esser stato pagato una fortuna e di avere una clausola rescissoria di 400 milioni. Il francese, complice anche la stanchezza dei napoletani, semina scompiglia sulla corsia destra, salta ripetutamente un esausto Juan Jesus, serve assist invitanti ai compagni, in particolare a Ferran Torres che a fine partita le telecamere riprendono quasi in lacrime, disperato per aver sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare, tranne il rigore.

Per il resto, c’è da dire che Osimhen si è battuto come un leone, Anguissa non si è arreso e ha retto il confronto con i baby fenomeni del Barca, Pedri e Nico Gonzàlez. Una nota di merito speciale va però a Fabian Ruiz, uscito con un taglio alla testa, dopo 90 minuti di puro calcio, quantità e qualità che in terra spagnola sanno riconoscere.

Ah, e se solo al minuto 91 Dries avesse angolato di più il tiro sul contropiede finale azzurro, stavamo parlando di tutt’altro. Ma la conclusione del belga sottolinea ciò che si è visto per l’intera partita, il Napoli soffre ma non molla anche dopo 9 minuti di recupero concessi, a testa alta esce dal Camp Nou.

Ci vediamo tra una settimana quando al Maradona andrà in scena il secondo atto.

 

 

 

 

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *