Il 3 novembre 1914, Mary Phelps Jacobs, conosciuta anche col nome di Caresse Crosby, brevetta il primo modello di reggiseno moderno, il cosiddetto “backless brassiere”, si trattava di due fazzoletti uniti da nastro di raso rosa. La richiesta del brevetto fu effettuata diversi mesi prima, il 12 febbraio. Decise di vendere il brevetto alla Warner Brothers Corset Company di Bridgeport per la cifra di 1500 dollari (paragonabili a 21 000 dollari attuali), questo investimento fruttò ben 15 milioni all’azienda.
L’inventrice del capo di vestiario più amato dalle donne nacque a New York nel 1892, ebbe ben 3 coniugi, la sua carriera lavorativa vanta varie referenza come quella di attivista, scrittrice ed editrice. A proposito di editoria, la signora Jacobs fondò la Black Sun Press che ebbe il merito di pubblicare le prime opere di molti scrittori modernisti, tra questi ricordiamo Charles Bukowski ed Henry Miller. Festini, droghe e viaggi all’estero sono elementi ricorrenti che hanno scandito la vita di Caresse Crosby fino alla sua morte, avvenuta a Roma, nel 1970, a causa della polmonite.
Una delle sue frasi più iconiche della nostra protagonista di oggi è stata «Non posso dire che il reggiseno occuperà mai un posto nella storia come quello del battello a vapore, ma fui io ad inventarlo»
Nonostante ciò alcuni attribuiscono la creazione del reggiseno a Madame Herminie Cadolle che, all’esposizione universale di Parigi nel 1889, propose il soutien gorge (corsetto-seno). Indipendentemente da chi abbia avuto prima l’idea, il reggipetto è diventato il simbolo di eleganza e sensualità per eccellenza.
Prima di questi indumenti innovativi, venivano adoperati i corsetti con stecche di balena, che risultavano decisamente scomodi. Nel tardo medioevo, invece, veniva indossato un corsetto in stoffa rigida o, in casi più rari, delle armature metalliche, che limitavano molto la mobilità. Riavvolgendo la cassetta della storia umana, arriviamo all’epoca degli antichi romani, questi non apprezzavano particolarmente il seno grande. Le donne adottavano accorgimenti per ridurne il volume come lo strophum e il cestus, un corpetto di cuoio morbido.
Analizzando la struttura, il reggiseno moderno è caratterizzato da coppe convesse, le quali possono essere imbottite con tessuto o con materiale sintetico espanso, che sono sostenute verticalmente dalle spalline (bretelle) che passano sopra le spalle. Le coppe sono congiunte e trattenute da una fascia orizzontale elastica quasi sempre apribile al centro della schiena. Il ferretto invece dona rigidità all’indumento ma risulta scomodo. Dal 2008 è disponibile anche la versione per uomini.
Per quanto riguarda i tipi, a seconda della forma delle coppe distinguiamo il modello a triangolo e a balconcino (mezzaluna), che risulta maggiormente provocante. Il push up è un modello che fa apparire più voluminose le mammelle donando un effetto di spinta verso l’alto. Il reggiseno carioca è un modello a balconcino ma le coppe sono molto ridotte, ha prevalentemente una funzione decorativa dato che lascia scoperti i capezzoli. Del tutto rivoluzionari sono i reggiseni per le donne in periodo di allattamento dotati di coppette assorbilatte.
Online si possono trovare molti consigli da esperti del settore riguardo la cura del reggipetto e della propria salute. Tra i principali troviamo quello di non indossarlo per due giorni di fila, questo permette alle fibre elastiche di riassestarsi e consentire un miglior sostegno nei giorni successivi; indossare sempre un reggiseno per lo sport se si pratica attività fisica; scegliere la taglia giusta, una troppo grande irriterebbe la pelle; si preferisce il lavaggio a mano o comunque l’utilizzo di una sfera protettiva se si sceglie la lavatrice, evitare gli ammorbidenti è essenziale; il materiale consigliato quando si sceglie il reggiseno è il cotone, rispetto a seta e fibre sintetiche; il ferretto non deve lasciare segni sulla pelle.
Di Roberto Sorrentini



















