“Aurora”, le lacrime di Cala Luna

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Intervista esclusiva con Valeria Papa

Valeria Papa è una giovane e brava autrice napoletana che utilizza sui social lo pseudonimo Valery Pope. Molto prolifica e con molta fantasia l’autrice ha uno stile intimista, semplice, sospeso tra misticismo e vita vera. Vincitrice del concorso letterario Racconti campani 2020, “Aurora, le lacrime di cala luna” segna il suo esordio nella narrativa. Ha vinto il Premio Nazionale di Letteratura Contemporanea VIII edizione 2020/21. 

Ciao Valeria e benvenuta. Hai esordito alla grande. Ti aspettavi un esordio così inaspettato? 

«Ammetto che no, non me l’aspettavo. Ho partecipato ai primi concorsi come la dea bendata, ad occhi chiusi e ogni esito positivo è stato un piacevole risultato». 

Come nasce quindi “Aurora”? 

«Da una promessa. “Almeno provaci!”  

Un giorno ho voluto davvero uscire dal guscio nel quale ero chiusa fin da bambina, e ho scritto per la prima volta qualcosa che desideravo condividere con gli altri, senza tenerlo più nascosto solo per me, come un ricordo. Quel pomeriggio di fine giugno, nacque l’incipit di Aurora». 

La tua passione per la scrittura quando si è rivelata? 

«Ho scritto per la prima volta una storia nel 1999, avevo undici anni. Conservo ancora oggi quei quaderni. Li ripresi all’età di ventidue anni e tornai a scrivere, dando vita al mio primo libro. Anche lì, però la paura mi frenò. Con Aurora è stato come se finalmente mi sentissi pronta a fare quel salto che mi separava dal mio grande sogno. Ancora oggi mi ritrovo a chiedermi se tutto ciò che sto vivendo sia reale!». 

Parliamo di “Aurora, le lacrime di cala luna”, un noir intenso che racchiude il mondo tormentato della protagonista, tra ombre del passato e presente/futuro incerto. 

«Comincerei parlando del titolo: non volevo assolutamente fosse il nome della protagonista. Questa scelta mi fa sempre sorridere, perché quando leggevo di autori che non riescono a impedire un passaggio nel proprio libro, un’azione da far compiere al proprio personaggio, non capivo davvero cosa intendessero. Finché non ho dovuto scegliere il titolo del romanzo. È stata una decisione conflittuale, e alla fine, Aurora ha vinto. È bello adesso sapere come ci si sente! Per il resto della storia, invece, le mani si muovevano quasi autonomamente, come se al mio fianco qualcuno me la stesse raccontando. Aurora inizialmente può apparire una ragazza piatta, fragile, dal destino infausto, eppure è proprio il suo passato a fortificarla. La forza l’ha ereditata, è nel suo DNA. Verrà fuori solo quando il suo presente comincerà a vacillare e dovrà affilare i denti per resistere all’onda d’urto che rischierà d’investirla. La vita, però, è stata anche clemente con lei, ha voluto controbilanciare il destino. Infatti le colonne portanti degli amici e dei nonni, saranno fondamentali per non perdere mai del tutto sé stessa». 

Suspence, thriller, romance, mistery, tanti i generi che hai raggruppato in questo tuo esordio. È il genere che preferisci oppure è solo un caso? 

«Credo che siano tutti generi che preferisco, dai quali involontariamente mi sono lasciata condizionare. Non ne ho uno in assoluto che trovo più interessante di altri, amo le belle storie a prescindere dal genere a cui appartengono». 

Il destino è protagonista essenziale del tuo romanzo. Quanto pensi influisca nella vita reale? E come influirà nella vita della tua protagonista? 

«Ho voluto seguire una linea di pensiero, all’interno della storia, che in realtà rispecchia quella della vita reale. Credo nel destino, ma non credo che qualcuno abbia già scelto per noi la strada da seguire. Il destino traccia un percorso, inevitabilmente ci troveremo di fronte a dei bivi, e lì smette di esistere, fino al momento della nostra decisione. Perché la vita è questo: il risultato delle nostre scelte, quelle nessuno può portarcele via. È libero arbitrio, è libertà.  

Aurora sarà libera di scegliere che direzione la sua vita debba prendere: se restare inerme, essere vittima e subire, oppure corazzarsi e affrontare la sfida che l’attende»

Immagino tu abbia già altre sorprese. Raccontaci senza svelare troppo. 

«Per il momento ho scritto un nuovo inedito. Ho sempre definito Aurora il romanzo del cuore, questo qui mi piace definirlo il romanzo dell’anima. Adesso però, tra un racconto e l’altro, preferisco dare spazio al seguito di Aurora, tanti dei miei lettori (troppi! Non me l’aspettavo) me l’hanno chiesto. E io non vedo l’ora di rincontrarla»

In questi mesi sei stata a contatto con i tuoi lettori. Cosa significa per te mantenere alto l’interesse per i futuri lavori e come vorresti sorprenderli? 

«Avendo iniziato a scrivere per gioco, senza davvero credere che tutto questo fosse possibile, mi sento onorata, oltre che entusiasta, a parlare con ognuno di loro. Ringrazio sempre chi mi segue e mi scrive di quanto si sia legato ad Aurora e tutti gli altri personaggi. Mi sento in dovere di non deluderli, dando loro una lettura di qualità, che sia migliore di ciò che sono stata. Ci sarà più di un colpo di scena nel prossimo romanzo che riguarderà Aurora, spero di suscitare emozioni ancora più forti. Quelle fisiche, da batticuore e brividi a fior di pelle. Sarebbe un’immensa soddisfazione per me e sicuramente la sorpresa migliore che possa fare ai miei lettori». 

Di Anna Copertino

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 216

APRILE 2021

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