Asl o FIGC, chi ha maggior potere?

CASO JUVENTUS NAPOLI

É arrivata la decisione tanto attesa del giudice sportivo dopo il caos creatosi per disputare la partita. La gara risulta ancora non assegnata, niente 3-0 a tavolino per ora, con il giudice che ha rimandato la decisione finale alla Lega dopo la revisione di tutti gli atti in possesso del Napoli. La squadra partenopea era stata bloccata dall’ASL 2 di Napoli prima che i calciatori potessero dirigersi verso l’aeroporto. Il non raggiungimento di Torino, ha portato un caos nello svolgimento regolare della partita lasciando tutto in dubbio sino al primo pomeriggio della domenica. Verso le ore 16 circa la Lega Calcio ha rilasciato un comunicato dove riteneva che non ci fossero validi motivi per il non arrivo del Napoli a Torino. Questo ha creato ancor di più confusione tra gli appassionati di calcio che si sono ritrovati alle 20.45 ad assistere ad uno spettacolo impietoso con 141 paesi collegati oltre che l’Italia.

POSIZIONE NAPOLI E JUVENTUS

Durante la giornata di domenica la Juventus ha rimarcato sempre la propria posizione rilasciando numerosi tweet provocatori tra cui anche la formazione scelta per la partita che non si sarebbe disputata. Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto poi il presidente Agnelli, ribadendo come la propria squadra abbia rispettato tutti i protocolli e che la partita dovesse essere regolarmente disputata.

Dall’altra parte il Napoli si vedeva costretto a non poter raggiungere Torino perchè bloccato dall’ASL per possibile aumento dei contagi all’interno della squadra avendo, soprattutto, la formazione partenopea affrontato una settimana prima il Genoa che ora annovera più di 20 tesserati positivi al Covid-19. Le prime dichiarazione ufficiali del Napoli sembrerebbero essere arrivate già sabato subito dopo esser stati bloccati dall’ASL chiedendo ufficialmente il rinvio della partita alla Lega Calcio. Secondo quanto riportato poi dall’avvocato del Napoli Grassani , il presidente Aurelio De Laurentiis avrebbe inviato subito una pec segnalando il problema.

CAOS PROTOCOLLI

Il vero interrogativo nasce nel momento in cui bisogna capire se ciò che un ente regionale come l’ASL afferma possa essere smentito dal protocollo firmato dal CTS e Lega. Per poter disputare il campionato all’interno del protocollo in vigore in Serie A è stato deciso che le partite possono essere disputate fin quando le squadre non superano i 12 contagiati. Situazione che non è stata riscontrata all’interno della squadra azzurra. Questo ha portato la Lega a richiedere il 3-0 a tavolino per il Napoli reo di non aver rispettato il protocollo in vigore.

L’ASL dal suo canto essendo ente regionale, può superare il protocollo sportivo e decretare la non partenza del Napoli che in caso avesse disobbedito ad un ordine sanitario sarebbe incappato in provvedimenti penali.

La vicenda sembra essere uno snodo fondamentale per la prosecuzione del campionato, lo scontro ASL Lega dovrà sicuramente essere chiarito con un nuovo protocollo, decidendo quanto un ente regionale possa incidere nel bloccare una squadra destinata a giocare in un’altra regione. Bisogna che vinca il buon senso, la partita sarebbe dovuta essere rimandata a prescindere finchè il Napoli non avesse eseguito un ulteriore tampone. Evitare casi come Napoli Genoa deve essere una priorità, così come la salute pubblica e quella dei giocatori stessi.

di Alessandro Robustelli

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