App “rubadati”: l’inchiesta del Garante privacy

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Il Garante privacy ha avviato un’inchiesta sulle app “rubadati”. Si fa più intensa l’attenzione sul mercato dei dati personali. Nel mirino i microfoni degli smartphone: sempre accanto a noi e sempre accesi a carpire informazioni. Le stesse sarebbero poi rivendute a società che le utilizzano per finalità di marketing.

Il “furto” di dati

Si tratta di un fenomeno in continua crescita. Ne sarebbero complici anche le app che scarichiamo sui nostri cellullari. Molte di queste, infatti, al momento del download richiedono, tra l’altro, di accedere al microfono del cellulare. Spesso l’utente accetta tali condizioni senza pensarci due volte, esponendo i suoi dati personali ad un rischio tangibile.

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Il servizio di Striscia

Tutto è cominciato con un servizio di Striscia la Notizia, di Marco Camisani Calzolari. Calzolari avrebbe detto agli ascoltatori di avvicinare lo smartphone alla tv, per poi pronunciare parole chiave come “mi serve un’auto nuova”. Alla puntata seguente la conferma: aveva ricevuto messaggi di utenti che riferivano di avere ricevuto pubblicità su auto. Guido Scorza del Garante Privacy, peraltro, era intervenuto in trasmissione confermando i sospetti iniziali: tramite i microfoni dei telefoni cellulari è possibile captare i dati degli utenti per poi utilizzarli a fini pubblicitari.

Da qui parte l’istruttoria dell’Autorità, in collaborazione con il Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza.

L’istruttoria

All’esame dell’Autorità le app più scaricate. L’istruttoria prevede la verifica che l’informativa resa agli utenti sia chiara e trasparente, nonché che sia stato correttamente acquisito il loro consenso.

L’inchiesta induce ad una maggiore sensibilizzazione sul tema della privacy. Al centro, l’importanza del consenso in fase di autorizzazione alle app. La nuova attività del Garante si affianca a quella già avviata sulla semplificazione delle informative, attraverso simboli ed immagini: l’obiettivo è mettere gli utenti e i consumatori in condizione di fare scelte sempre più consapevoli.

di Ilaria Ainora

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