Le sue opere si basano sulle sensazioni, i colori, le linee ne esaltano le emozioni, passioni e spirito: così Antonella Magliozzi considera i suoi lavori, molte fanno parte di collezioni private, altre invece le si possono ammirare in varie esposizioni in giro per il mondo o nel suo atelier a Gaeta.

Come ha scoperto questa passione per la pittura?
«L’ho sempre portato dentro di me, fin da bambina, essendo cresciuta in una famiglia molto attenta al mondo dell’arte e della musica. Ringrazio infinitamente i miei genitori per questo, soprattutto mio padre».

A cosa si ispira quando deve creare un quadro? Cosa maggiormente cerca di comunicare nelle sue opere?
«La mia prima “musa” è il mare. Il suo movimento, il suo profumo, il suo canto sono per me fonti inesauribili di energia creativa. A questo, poi, si aggiungono altre muse: alcune delle persone che amo profondamente; le emozioni che provocano in me (difficile da spiegare a parole) si irradiano direttamente sulla tela nel momento in cui inizio a dipingere, conferendole vita propria. Quello che comunica una mia opera è proprio questo: la vita, con tutte le sue sfumature. Il mio scopo è emozionarmi ed emozionare. Sono sempre ispirata, non ricordo neanche solo un attimo in tutta la mia vita in cui io non lo sia stata. Mi piacerebbe riposare un po’… ma credo non mi sia permesso».

Quali sono le tecniche che usa nella realizzazione di un’opera?
«Olio, acrilico, vernici, materiali naturali, carboni, a volte tecniche miste. Non ne ho una prediletta, non fa differenza per me. L’importante è che ci sia “equilibrio in movimento”».

Oltre la pittura, c’è qualche altra passione che coltiva?
«Adoro scrivere e suonare il pianoforte, ma solo per puro piacere personale. Inoltre, provo molto interesse per la scultura. Il canto è un’altra mia grandissima passione».

Dove possiamo ammirare le sue opere e quali sono i suoi progetti futuri?
«Molte delle mie opere fanno parte di collezioni private, altre di collezioni pubbliche. In zona è possibile trovarle nel mio studio a Gaeta, la Çirò Gallery Atelier. Ho appena terminato la mia nuova collezione “21 grammi”, una serie di 21 tele di grandi dimensioni in cui tratto il tema dell’Anima e dei rapporti tra Anime; sto ancora valutando dove la presenterò per la prima volta. È una collezione molto importante per me e carica di pathos: non sarà facile scegliere il posto adatto. Sto già lavorando alla realizzazione di un’altra serie di opere, “Amate sp-onde”. Un lavoro che mi impegnerà per almeno due anni. La mia prossima mostra si terrà a luglio in Giappone, nella citta di Himeji. Nei miei altri progetti futuri rientra la collaborazione con il gallerista e curatore Loris Zanrei».

di Emilio Pagliaro

Tratto da Informare n° 183 Luglio 2018

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