Come faccio a restituire, su carta, il batticuore che ho provato quando un canarino giallo mi si è posato sulla spalla? Una difficoltà nota a tutti coloro che si approcciano alla scrittura.

E quindi, come si fa a riportare in un articolo, le emozioni che Andrea Renzi ha trasmesso al pubblico? La risposta non esiste. Bisogna provare a tentoni e sperare di avvicinarsi il più possibile al risultato. In un piovoso weekend di novembre, l’attore napoletano è salito sul palco del Civico 14 e ha portato in scena “La neve del Vesuvio”, un suo adattamento teatrale tratto dall’omonimo racconto di Raffaele La Capria. Scegliendo quattro momenti precisi della vita di Tonino, un ragazzino napoletano, Renzi ci mostra la magia della rivelazione. La ricerca delle cose che spariscono, i temi lasciati in bianco, l’angoscia provata a vedere il proprio padre depresso ed una manifestazione fascista. Sono questi episodi i motori che innescano un movimento di crescita nel personaggio interpretato dall’attore.

Sullo sfondo troviamo un pannello di carta bianco, simbolo di purezza, che sparisce dalla scena quando l’ombra della dittatura inizia ad aleggiare sulla storia.

Andrea Renzi si dimostra, ancora una volta, un grande interprete. Riesce a comunicare la fragilità dell’essere bambino, insieme all’impeto della voglia di scoprire, fino alla tristezza più profonda scaturita dal realizzare che il proprio padre desidera morire. Ha preso il pubblico per mano e lo ha accompagnato durante il percorso che porta un ragazzo a diventare uomo. Ed insieme a Tonino, la recitazione di Renzi è parsa crescere con lui. Aggiungendo riflessività al personaggio e sfumature caratteriale sempre più mature.

Anche quest’anno il teatro Civico 14 è riuscito ad avere in programmazione uno tra i grandissimi attori di teatro, e non solo, che sono disponibili sulla piazza. La conferma di un lavoro svolto con passione e professionalità.

di Marco Cutillo

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