L’amore e la gelosia del malessere è virale ovunque, ma c’è un dato che fa riflettere: quasi metà dei quindicenni considera la gelosia una forma d’amore. L’ha riportato un articolo di ANSA, ma basta un giro sui social per vedere che questo concetto è ovunque. Clip virali su TikTok romanticizzano litigi, possessività e controllo, spacciandoli per dimostrazioni di affetto. Ma quanto è pericoloso normalizzare questo modello tossico?
L’amore tossico è trendy?
Sui social, il “malessere” è diventato quasi un’estetica. Video con sottofondo malinconico raccontano storie di amori tormentati: “se non è geloso, non ti ama davvero” o “quando lui è malessere e tu impazzisci”. Questi messaggi, amplificati da algoritmi che premiano i contenuti emozionali, creano un terreno fertile per legittimare dinamiche sbagliate. Così, l’amore tossico non solo viene accettato, ma idolatrato.
Conseguenze reali
Questo non è solo un gioco di storytelling: le relazioni reali risentono di questi modelli. Gelosia, controllo e dipendenza emotiva diventano aspetti normalizzati, mentre l’idea di rispetto e fiducia passa in secondo piano. E non è solo una questione psicologica. Dietro c’è spesso una mancata educazione affettiva che lascia i giovani vulnerabili a relazioni squilibrate e, nei casi peggiori, a violenze.
Il problema non è solo dei social, ma della mancanza di spazi di confronto. Dove si impara cos’è un amore sano? Spesso non in famiglia, dove la gelosia è vista come normale, e nemmeno a scuola. Eppure, insegnare il valore di un rapporto basato su rispetto reciproco e autonomia potrebbe cambiare il futuro di molti.
Cosa fare?
Parliamone, senza sminuire. Dire “è solo una moda” non basta. Serve un cambio culturale, dai social alle istituzioni, per mostrare ai ragazzi che amore non è sinonimo di sofferenza. Perché finché penseremo che “amare vuol dire sopportare”, ci sarà sempre chi confonde la gelosia con il sentimento più bello del mondo.



















