“Adesso alzate le vostre tammorre nell’alto dei cieli e suonate per me! Io da lì continuerò a suonare per voi nei cerchi della terra e dei Campi Elisi. Grazie a tutti per l’amore che mi avete dato!”. Ci saluta così dalla sua pagina facebook Marcello Colasurdo, re della tammuriata napoletana. Il musicista, cantautore e attore è morto oggi, 5 luglio, all’età di 68 anni dopo una lunga malattia.
È stata un’icona culturale napoletana oltre che ad aver reso celebre la tradizionale processione della Candelora la cosiddetta “juta dei femminielli” a Montevergine per onorare Mamma Schiavona “che tutto perdona”.
“Il canto divenne per me qualcosa di pietra, di brecciume, monumentale come chi avrebbe voluto ridare al defunto una voce di marmo, edificare un’icona sonora. Un altro di questi geroglifici nella nostra chiesa-cortile era, ad esempio: ti benedico tutta l’acqua/ tutta col secchio l’acqua ho trasportato/ il mare l’ho seccato. C’è, sempre, una benedizione“. Spiegava del suo amore per il canto in una lunga intervista.
Mamma Schiavona
Chi ama Colasurdo sa bene quanto la sua storia sia legata al culto della Mamma Schiavona, la Madonna nera di Montevergine. Secondo la tradizione, le Madonne sorelle erano 6 bianche ed una nera, la Madonna di Montevergine, che per il colore della sua pelle era considerata la più “brutta” delle “7 sorelle” . Da qui l’appellativo “Schiavona”, cioè straniera. Così la Madonna, offesa, si rifugiò sul monte Partenio, giustificando la sua “fuga” così: “…si jo song brutta allora loro hanna venì fino è cà ‘n gopp a truvà! (se io sono brutta, allora loro dovranno venire fino a quassù per farmi visita!)”. La storia poi si ribalta, la Mamma Schiavona diventa la più bella delle sorelle, tanto da essere festeggiata due volte, a febbraio e a settembre.
A questa leggenda se ne aggiungono tante altre in riferimento alla difesa della comunità lgbtq+, soprattutto evocando dei momenti topici avvenuti nella storia. Una leggenda racconta, infatti, come due femminielli vennero condannati a morte, legati nudi in inverno sulla montagna di Montevergine, la Madonna ebbe però pietà di loro e il cielo si aprì per permettere al sole di riscaldare i due giovani.



















