Achille e il dibattito sul genere dell’eroe greco

Claude Savarese 29/03/2024
Updated 2024/03/27 at 11:21 PM
3 Minuti per la lettura

“Il genere di Achille. Una prospettiva queer e trans sull‘Iliade” è un seminario dell’ università Normale di Pisa che porta l’attenzione sul fatto che l’eroe greco abbia atteggiamenti tipici femminili. Questo approccio offre nuove opportunità per considerare il personaggio e l’esperienza di Achille come esperienza affettiva queer e trans. Ciò ha portato all’indignazione di molti definendo il seminario “delirante”e l’ennesima propaganda della “cancel culture“.

Achille e le figure queer della mitologia greca

La vicenda del seminario di Pisa ha lasciato molte persone indignate, accusando l’università di “cancel culture”. Anche se la discussione sul tema è stata affrontata nella prospettiva degli studi di genere, non è priva di fondamento. Infatti in più di un mito Achille ha comportamenti, o assume travestimenti, femminili. Uno dei casi è quando l’appena adolescente Achille si travestì e visse con un’identità femminile mentre si trovava alla corte del re di Sciro. Infatti, travestito da fanciulla, viene introdotto a corte dove imparerà l’educazione e i modi femminili, vivendo tra le ragazze della sua età, in modo da potersi preparare ùad un futuro conveniente matrimonio.

I temi transgender non sono rari nella mitologia greca. È un tema ampiamente affrontato sia che si parli di intersessualità, travestitismo o androgenia. Era consuetudine nell’ antica Atene, infatti, che durante le celebrazioni, gli uomini si vestissero come le donne per dare il via alle danze. Parlando di miti e leggende vi sono numerosi casi di persone, o divinità, che cambiano sesso. Un esempio è il mito dell’Androgino, narrato da Aristofane nel Simposio di Platone, che suggerisce l’idea che l’umanità primordiale fosse distinguibile da ben tre generi.

La “cancel culture” un problema tutto moderno

La “cancel culture” o cultura della cancellazione è un termine che viene usato per indicare una forma moderna di ostracismo. Si tratta, infatti,di un atteggiamento di colpevolizzazione, di solito espresso tramite i social media, nei confronti di personaggi pubblici o aziende che avrebbero detto o fatto qualcosa di offensivo ai quali vengono pertanto tolti sostegno e gradimento.

Per i sostenitori di questo moderno ostracismo, uno dei vantaggi sarebbe quello di spingere chi fomenta odio, a tornare sui suoi passi. Ha, inoltre, la capacità di amplificare le voci marginalizzate e sostenere la giustizia aiutando coloro che sono stati storicamente silenziati o trascurati e consentendo loro di esprimere preoccupazioni e di condividere esperienze.

Uno dei principali problemi, tuttavia, è il pericolo di conseguenze sproporzionate e la mancanza di un adeguato processo legale. In alcuni casi, gli individui possono affrontare ripercussioni gravi senza avere l’opportunità di affrontare o imparare dai loro errori. La mancanza di sfumature e il giudizio immediato possono ostacolare il dialogo oltre che scadere nel cyberbullismo.

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