A Napoli primo concerto per i Palestinesi: “Life for Gaza”

Alice Gaudino 26/02/2024
Updated 2024/02/26 at 1:36 PM
3 Minuti per la lettura

Nella giornata di ieri, 25 febbraio 2024, si è tenuto al teatro Palapartenope di Napoli il primo concerto per Gaza: Life for Gaza. Numerosi cantanti, giornalisti, attori, drammaturghi, fumettisti e militanti si sono esibiti sul palco con la loro performance. I fondi saranno devoluti a due organizzazioni di assistenza sanitaria che operano nella Striscia di Gaza, Palestinian Medical Relief Society e Medici Senza Frontiere. Alla luce degli ultimi avvenimenti, ovvero la fine di ospedali funzionanti, questi sostegni diventano ancora più importanti.

Life for Gaza: evento ricreativo, ma soprattutto educativo

L’aria che si respirava ieri sera non era quella di un classico evento artistico da piazza, tipo il primo maggio, ieri c’erano persone che credevano in qualcosa ovvero che non è giusto che al mondo ci siano oppressi ed oppressori. A tal proposito calza a pennello la metafora presente nel monologo di Ascanio Celestini. Il regista, attore e sceneggiatore ripete a più riprese durante il monologo di un uomo di pelle bianca che è fermo al semaforo ed incontra un uomo di pelle nera che gli chiede l’elemosina e puntualmente deve decidere se lasciargli qualche moneta o dargli un calcio nelle palle, ma è proprio questo il punto, il mondo funziona che chi è nella macchina decide se a quello fuori dalla macchina spetta una monetina o un calcio. Troppo spesso non ci accorgiamo nemmeno di quanto il mondo si muova sulle scelte dei pochi sui tanti, ma se ce ne rendessimo più conto, se acquistassimo più consapevolezza, come ieri ha fatto notare anche Mirella Pignataro, i forti sarebbero i tanti, sarebbero tutti. Questi momenti sono importanti nelle società per questo, tramite la bellezza delle arti ci si educa a vicenda.

Scomparsa la parola pace

Che fine ha fatto la parola pace? Nell’ultimo periodo vediamo sempre meno la parola pace comparire nei dibattiti e ai telegiornali quando si parla della guerra che Israele combatte ai danni della Palestina. Invece di parlare di pace si tende a parlare di tregua, ma la tregua è diversa dalla pace. Mentre la parola tregua significa una sospensione di ogni atto di ostilità, la parola pace significa la fine della discordia, la quiete. Ѐ importante utilizzare le parole giuste, quelle che esprimono davvero il nostro pensiero e ieri è stato espresso. Ieri si è chiesta la pace, non la tregua, non la distruzione su un popolo da parte di un altro. Infatti, è bene ricordare che questo tipo di eventi non hanno lo stesso scopo di una tifoseria calcistica, bensì puntano ad incoraggiare un mondo senza vinti e per farlo c’è bisogno di far chiaramente presente che ora come ora dei vinti ci sono.

TAGGED: ,
Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *