A Giugliano si respira “Aria Nuova”

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Valorizzazione del territorio e sensibilizzazione verso le nuove generazioni: sono questi gli scopi per cui, più di 2 anni fa, alcuni ragazzi di Giugliano hanno deciso di fondare l’associazione “Aria Nuova”.

Un nome scelto per testimoniare la nuova ventata di iniziative ed eventi che gli ideatori dell’associazione hanno organizzato in questi anni e che continuano a pianificare su uno dei territori più estesi della Campania. Incontri e dibattiti di prevenzione contro bullismo e violenza sulle donne nelle scuole e nelle piazze, ma anche contest a premi sull’amore e sul bene: sono tanti i progetti a cui hanno lavorato i componenti di Aria Nuova e che hanno riscosso grande successo.
Al momento della sua nascita, l’associazione contava pochi membri ma, con il trascorrere del tempo, si è ampliata continuamente con nuovi giovani che sono rimasti sempre più colpiti dalle sue iniziative e che hanno deciso di farne parte.
Ed è questa una delle caratteristiche di Aria Nuova: un gruppo composto da circa 30 ragazzi che vanno dai 18 ai 26 anni e che vede ognuno di loro studiare e proporre di continuo nuove idee per nuovi progetti. «È stata un’idea improvvisa quella di creare una squadra che si battesse per apportare dei cambiamenti sul nostro territorio, che spesso viene completamente dimenticato dalle Istituzioni» – sostiene Anna Cannella, una delle fondatrici del progetto, affermando come uno degli obiettivi di Aria Nuova sia appunto quello di fare da monito a chi presta scarsa attenzione verso le tematiche e i problemi del paese.

Un’altra caratteristica che contraddistingue l’associazione è quella di essere totalmente no profit e, soprattutto, apartitica.
InformareOnline-Aria-Nuova(2)«Fare politica non ci interessa. A Giugliano ci sono pochissimi gruppi che hanno obiettivi rivolti al territorio.
La maggior parte agisce a scopo politico, focalizzandosi sul profitto personale mentre chi entra in “Aria Nuova” non deve preoccuparsi di questo» – ci dice Vincenzo Pianese, uno dei primi a credere nel nuovo programma di rivalutazione del territorio giuglianese.
Vincenzo è stato anche uno dei due artefici, insieme a Davide Basile, di un’iniziativa dell’associazione che ha suscitato grande interesse tra i cittadini: giocando in alcuni campetti degradati della periferia, Vincenzo e Davide hanno deciso di organizzare un vero e proprio torneo di basket, con l’intento di mettere in risalto tutte le difficoltà di chi pratica assiduamente questi campi.
La richiesta dei due ragazzi di far partire il torneo è stata largamente accettata ed ha propiziato l’intervento dell’amministrazione comunale, che ha dato il via ai lavori di riparazione del posto.
L’evento ha ottenuto, così, un risultato eccellente, tanto che in estate partirà la terza edizione per il terzo anno consecutivo, con quasi 20 squadre partecipanti.
«Non vogliamo trasformare Giugliano nella nuova New York, ma invogliare i nostri coetanei a valorizzare il nostro paese. Vogliamo ideare sempre di più eventi che vadano a centrare il target giovanile, ma cerchiamo di farlo in zone abbandonate che hanno bisogno di rinascere. Qualche risultato l’abbiamo raggiunto ed è bello vedere giovani adolescenti rispettare nuovamente i luoghi della città» – afferma Davide, altro fondatore di “Aria Nuova” e cardine importantissimo per l’associazione, occupandosi di tutto quel che riguarda grafica, locandine ed eventi.

“Aria Nuova” nasce, quindi, per spronare e stimolare le nuove generazioni, che purtroppo si ritrovano a non avere più ambizioni sul territorio, ma l’ingresso di persone tra i 18 e i 20 anni testimonia il fatto che ci siano ancora giovani convinti di apportare un cambiamento positivo.
«Penso che nella vita, prima o poi, arriverà sempre il momento in cui decidi di metterti in gioco per poter cambiare le cose e migliorarle, in modo che un giorno i nostri figli e nipoti ci ringrazieranno. Stiamo cercando di far capire gli sbagli che magari altri hanno commesso in passato» – è questo il messaggio che vuole trasmettere Roberto Tutino, presidente dell’associazione, sperando di poter dare un buon esempio alle generazioni future.

di Donato Di Stasio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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