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70 anni di Villa Celeste Pellegrina: casa per le bimbe di Lago Patria

Benedetta Guida 30/10/2022
Updated 2022/10/30 at 4:46 PM
4 Minuti per la lettura

Villa Celeste Pellegrina, nota anche come “seconda stella” della Piccola Casetta di Nazareth (sua sede distaccata di Lago Patria) quest’anno spegne la sua settantesima candelina.

Si tratta di un istituto, fondato il 6 Novembre del 1952 a Lago Patria, allora una zona arretratissima, senza acqua corrente, elettricità nè servizi di prima necessità, con uno scopo ben preciso: quello di accogliere le bambine orfane o figlie di tutte quelle famiglie disagiate che, per dedicarsi al duro lavoro nei campi, non avevano tempo né mezzi adeguati per crescerle ed educarle.

Villa Celeste Pellegrina: il sogno di Don Salvatore Vitale

Villa Celeste Pellegrina si inserisce in un progetto, o meglio nel sogno di un uomo, il parroco Don Salvatore Vitale che, dopo aver fondato la prima Piccola Casetta di Nazareth nel suo paesino, Casapesenna (CE), rivolse lo sguardo verso gli altri territori disagiati circostanti che condividevano le stesse difficoltà, e lì decise di esportare la sua opera caritatevole, con l’ambizioso obiettivo di fondare dodici istituti, come le dodici stelle che circondano il capo della Vergine Maria.

Ma Don Salvatore non fu solo nella realizzazione del suo sogno, a rendere possibile la nascita di Villa Celeste Pellegrina, ci fu il decisivo contributo di una donna, colei che sarebbe diventata la prima superiora responsabile dell’istituto, sorella Luisa Nembo.

Chi è sorella Luisa Nembo

Sorella Luisa, donna pia e instancabilmente generosa, orfana di padre caduto in guerra, era cresciuta sotto l’ala di Don Salvatore e aveva deciso di consacrare la sua vita al Signore e ai bisognosi, al punto da accogliere con estrema gioia l’invito del parroco a lasciare casa sua per trasferirsi in una realtà, non poi così vicina per i tempi, in cui tutto mancava: il cibo, la salute, l’istruzione… Dal primo giorno trascorso a Lago Patria, profuse tutta se stessa per la causa, al punto da sacrificarsi, letteralmente, per le sue bambine: il 20 Agosto del 1976, infatti, “ nell’ora che volgea al desio e inteneriva il core ai naviganti” ( cit. Don Salvatore Vitale) nel disperato tentativo di salvare la vita alla piccola Maria di Sarno, perse con lei la vita, travolta da un’auto che sfrecciava a velocità elevatissima.

Ma il sacrificio di sorella Luisa non fu vano: di lei sopravvisse e sopravvive ancor’oggi il ricordo, che ha ispirato tantissime altre donne e suore dell’istituto a continuare la sua opera e quella di Don Salvatore.

Nel settantesimo anniversario della sua fondazione Villa Celeste Pellegrina ha ospitato una celebrazione, presenziata dal Vescovo, Monsignor Angelo Spinillo, nell’ambito della quale sono state lette testimonianze toccanti in ricordo di Don Salvatore, di sorella Luisa ( da parte dei suoi discendenti) e delle altre anime generose che resero possibile la nascita di quella realtà, come la vedova di Nardo, colei che con enorme magnanimità donò il terreno dove oggi sorge l’istituto.  

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1 Comment
  • Notizie come sempre molto interessanti che ci fanno capire meglio il nostro territorio!

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