36aAmerica’s Cup – breve guida per i non addetti ai lavori

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Il 13 febbraio si entra nel vivo della competizione con la finale della Prada Cup (ex Louis Vuitton Cup), le regate di selezione dei Challenger che serviranno a definire il team che sfiderà il Defender, Emirates Team New Zealand.

La Finale della Prada Cup si disputerà al meglio delle 13 regate, e il team che per primo vincerà 7 match sarà il Challenger della 36a America’s Cup presented by Prada e sfiderà il Defender, Emirates Team New Zealand. Quindi per vincere l’America’s Cup prima bisogna vincere la Prada Cup.
Orari – Sono previste due regate al giorno, con inizio previsto per le ore 16 ora locale legale neozelandese (le 4 del mattino ora italiana) e la seconda regata partirà il prima possibile, ma non prima di 20 minuti dalla fine della prima. Ogni regata durerà circa 30 minuti, con un tempo massimo di 45 minuti per completare il percorso.

TV – Tutte le regate saranno trasmesse in diretta, a partire dalle 4 del mattino, sia su Rai2 che su Sky Sport 205. La manifestazione sarà anche in diretta streaming su RaiPlay, su SkyGo e su NowTV. Sky, trasmetterà sul canale tematico dedicato 205 anche le repliche durante la giornata.

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Il sito ufficiale – il sito internet, dove si trovano tutte le informazioni, le foto ed i video è www.americascup.com

Il percorso – sarà un bastone bolina poppa da percorrere diverse volte, con una lunghezza tra 1,1 e 2,2 miglia marine, e prevede una partenza dei due team di bolina sino al cancello superiore con le due boe, quindi un lato di poppa con un altro cancello con due boe per tornare nuovamente di bolina. Questa sequenza verrà ripetuta 2, 3 o 4 volte a seconda dell’intensità del vento e del numero di giri deciso dal Direttore di gara prima della partenza.

La partenza – Quando mancano 2 minuti alla partenza i due team devono entrare nell’area di partenza. Vengono assegnati dei lati di entrata, quello di destra gode del diritto di precedenza. Chi entra da sinistra lo può fare 10 secondi prima dell’avversario, una misura stabilita per evitare collisioni al primo incrocio.
Quindi iniziano le schermaglie sia per trovare il lato migliore della linea sia per cercare di mettere in difficoltà l’avversario e farlo partire più lentamente. Se si taglia troppo presto la linea di partenza si è in OCS (On Course Side) e scatta una penalità. Se l’anticipo di 10 secondi e più, bisogna tornare indietro e rifare la partenza. Se l’anticipo è inferiore o è stata inflitta una penalità dall’avversario, il team deve rallentare per andare dietro di 50 metri, prima di riprendere la regata. Se ci sono penalità in pre-partenza per ciascuna barca, le stesse si annullano.

I confini laterali – Si chiamano boundary e non possono essere oltrepassati, pena la penalità. Sono dei confini virtuali, non presenti nelle regate normali, messi per esigenze televisive e per tenere il pubblico più vicino alla scena.

Le boe Le boe sono due per ciascun cancello, quello superiore che s’incontra risalendo di bolina, dunque al vento e quello inferiore, dunque sottovento, che si passa alla fine del lato di poppa. Bisogna scegliere quale boa girare ad ogni cancello per prendere vantaggio o recuperare sull’avversario.

Le regole alle boe – Si applicano entro un cerchio di 70 metri dalla boa, durante la regata. Se ciascun team sceglie due boe opposte da girare, nessun problema. Ma se sono vicine e scelgono la stessa boa? La precedenza va a chi è più all’interno della boa.

Ultimo giro – Alla fine dell’ultimo lato di poppa, si attraversa il traguardo, la finish line (che è la stessa linea della partenza), ampia circa 270/300 metri.

Le regole d’incrocio – Quando le barche sono in rotta di collisione, ha la precedenza chi ha le mure a dritta, cioè chi riceve il vento sul suo lato destro. Semplificando, in bolina chi viene da destra ha la precedenza, in poppa la precedenza va a chi viene da sinistra (guardando la prua). Questa regola però non si applica quando le barche si avvicinano a un confine laterale (boundary). Anzi, quando una barca arriva entro i 90 metri dal confine, circa 5 lunghezze, ha diritto di precedenza e il diritto di virare o di strambare a prescindere dalle sue mura.

Le barche – Gli Ac75 sono monoscafi molto particolari, risultato di una ricerca esasperata, mutuata dall’industria aerospaziale. Pesano complessivamente 7,5 tonnellate, hanno uno scafo essenzialmente composto da fibre di carbonio lungo 20,7 metri e largo un massimo di 5 metri. Non c’è chiglia, salvo un rigonfiamento longitudinale, chiamato skeg che serve per aiutare il “decollo” della barca, cioè il suo sollevarsi dall’acqua e per evitare che resti troppo spazio tra il fondo dello scafo e l’acqua, che non aiuta la sua idro/aerodinamicità. C’è un bompresso di 2 metri, che serve per issare il Code Zero che verrà usata in poppa, forse, solo con vento leggerissimo (sotto i 7 nodi). La randa, fissata all’albero di 25,5 metri di altezza, è formata da due pelli con una intercapedine in mezzo, in modo da dargli una forma simile ad un profilo alare. Il timone è a forma di T rovesciata ed è lungo circa 3,5 metri.

I foil – La grande novità è costituita dai foil, le derive laterali, che sono due grandi bracci. Sono in carbonio e raggiungono una profondità massima di 5 metri e un’estensione di 4 metri. Si possono alzare e abbassare nell’acqua, grazie a un sistema di batteria alimentata idraulicamente (l’energia generata dagli uomini a bordo che girano le “manovelle”). In assetto di volo il foil sottovento resta in acqua e genera l’effetto sollevamento della barca, insieme con il timone, e l’altro foil, quello sopravvento resta sollevato e provvede al bilanciamento della barca.

L’equipaggio – È formato da 11 uomini. A differenza delle altre edizioni, non è consentito avere un ospite a bordo.

Luna Rossa è l’unica ad avere due timonieri, l’australiano Jimmy Spithill prende in mano la barca quando è a mura a dritta e il siciliano Checco Bruni quando è a mura a sinistra. In questo modo, i timonieri restano sempre al loro posto, mentre sulle barche degli inglesi (Ben Ainslie) e dei neozelandesi (Peter Burling) il timoniere si sposta da un lato all’altro della barca ad ogni cambio di mure. Su Luna Rossa quando un timoniere non è in azione si occupa di regolare il “volo”, cioé il settaggio dei foil (flight controller). Poi c’è il randista, Pietro Sibello su Luna Rossa, che si occupa della regolazione della vela principale. Poi ci sono due trimmer che si occupano di regolare la vela di prua e del software di bordo. Gli altri uomini sono alle manovelle.
Il ruolo del grinder è molto cambiato rispetto al passato, infatti sulle vecchie barche (pre-2013) il grinder girava le manovelle solo quando si era in manovra o si regolavano le vele ed in base alla sua potenza le manovre potevano essere più lente o veloci; ora il grinder deve girare a ritmo costante per generare l’energia necessaria a mantenere in funzione il sistema idraulico che muove tutte le componenti della barca e quindi funziona come un caricabatterie (semplificando al massimo). Qui vediamo delle grosse differenze tra luna rossa che ha otto uomini impegnati alle manovelle di cui due sono impegnati anche in altro (trimmer e software) mentre Britannia ne ha solo sei ed in posizioni differenti.

Non ci resta che goderci le prossime avvincenti regate e….forza Luna Rossa!

di Giuseppe Montella

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